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Diede del “bastardo” al sindaco di Ventimiglia Ioculano, a processo no borders 67enne

Il fatto accadde nel settembre 2015, in occasione di uno sgombero

Imperia. Il primo di dicembre, in Tribunale, si apre ad il processo per diffamazione aggravata a carico di Rosella Dominici. Si tratta della no borders 67enne imperiese, denunciata dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano. Il fatto che ha portato al provvedimento giudiziario risale al 30 settembre 2015 quando, in occasione dello sgombero del presidio no borders dei Balzi Rossi, vicino al confine di Stato, la donna scrisse su Facebook “bastardo” all’indirizzo del primo cittadino ventimigliese. I manifestanti avevano organizzato il presidio in solidarietà con i migranti (per lo più provenienti dal Corno d’Africa) che in quei giorni come adesso, si affollavano nella Città di Confine nel tentativo di raggiungere la Francia.

“Quel giorno la violenza dello Stato distrusse un campo autogestito da centinaia di solidali e migranti – si legge in un comunicato dell’associazione “La Talpa e l’Orologio” – mettendo fine ad un’esperienza unica che aveva permesso di organizzare un’accoglienza dignitosa per chi, arrivato dall’Africa al confine con la Francia, scappava da fame, guerra e povertà. I cittadini solidali come Rosella, inoltre, avevano messo in pratica niente altro che un dovere civico previsto dalla nostra Costituzione, a fronte della più totale assenza di iniziativa delle istituzioni e con il riconoscimento di tutte le organizzazioni umanitarie, non ultima la Chiesa.

“Per prima cosa ci preme sottolineare che quella dell’insulto via web certamente è una pratica che non ci appartiene – spiega il movimento antagonista –  poiché diversa è la nostra maniera di lottare per la libertà e la dignità dei migranti, ma bisogna tenere ben presente il contesto in cui il commento di Rosella è apparso: il 30 Settembre infatti, di fronte alla devastazione del campo con le ruspe, all’assedio di solidali inermi sugli scogli da parte di centinaia di militari in assetto da guerra e a tanta violenza perpetrata per un’intera giornata, esso appare come uno sfogo di legittima rabbia, un gesto di stizza comprensibile ed umanissimo. Ben altra cosa sono le tristemente note minacce di morte anonime che il sindaco ed altre figure istituzionali hanno ricevuto in questo periodo e da cui, ovviamente, ci dissociamo con decisione. Fra l’altro, ironia della sorte, anche Rosella è stata, tempo fa, minacciata pubblicamente di morte, ed altre amenità, ad ulteriore testimonianza del suo impegno quotidiano e costante sul territorio di Ventimiglia.
Per questo ci apparirebbe quasi ridicolo, se non fosse stata chiesta una condanna a 516 euro di multa e se in gioco non ci fossero questioni di principio che vanno al di là del caso specifico, l’accanimento mostrato dal sindaco nel perseguire cittadini la cui unica colpa è quella di aver agito secondo coscienza, impegnandosi in prima persona nel tentativo di rendere più vivibile una situazione, quella del confine, che anche a detta di associazioni come Amnesty International, violava, e viola ancora, diritti umani e buonsenso. Come dire: se il sindaco e la sua amministrazione non hanno poteri per intervenire su una situazione così grande e grave, non è certo scaricando la loro frustrazione sui cittadini solidali che troveranno una soluzione. Inoltre non si dimentichi che è stata l’amministrazione locale a peggiorare esponenzialmente lo stato delle cose a colpi di ordinanze che vietavano di dare da mangiare e da bere ai migranti che vivevano per strada, che hanno chiuso ripetutamente, durante un’estate torrida, gli allacci all’acqua pubblica creati dai solidali e hanno incoraggiato le deportazioni dei migranti al Sud con pullman dell’RT e con conseguente dispendio di soldi pubblici per una pratica barbara e, a detta di un sindacato di polizia, anche inutile. Alla luce di tutto questo, i No Borders, con il loro impegno e la loro presenza costante sul territorio da oltre due anni, dovrebbero apparire agli occhi delle istituzioni locali come una risorsa fondamentale e un movimento con cui confrontarsi, persone da ringraziare per il loro spendersi giornaliero (il vescovo Suetta li ha addirittura definiti “martiri del nuovo millennio”), piuttosto che essere perseguiti e repressi con tutti i mezzi fino ad ora utilizzati”.

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