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Diano Marina, assolto l’ex assessore Manitta: “La fine di un incubo”

La sentenza del collegio presieduto da Donatella Aschero

Imperia. Assolto l’ex assessore all’Ambiente di Diano Marina e attuale consigliere comunale Bruno Manitta. “Per me è la fine di un incubo durato fin troppo. Sono contento perché ho sempre agito in buona fede – ha detto l’ex assessore – ho sempre lavorato per il bene della mia città e dei dianesi. Devo ringraziare il mio avvocato che ha smontato, punto per punto, tutto il castello accusatorio”. Soddisfatto anche il suo avvocato Roberto Trevia: “Il pm aveva chiesto una condanna pesante per il mio assistito, ma siamo riusciti a dimostrare che Manitta ha sempre operato con onestà nel rispetto delle persone e delle istituzioni e siamo riusciti con le argomentazioni e i documenti prodotti la sua estraneità ai fatti contestati”.

E’ questa la sentenza pronunciata oggi dal collegio del tribunale presieduto da Donatella Aschero per il processo che ruota attorno ad una vicenda di legna degli alberi potati ceduta a terzi, quindi di spurghi e riparazioni di guasti alle condotte fognarie fatte dalla squadra di operai comunali a beneficio di amici.

Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Imperia Alessandro Bogliolo l’imputato è da considerare il regista di una serie di iniziative che esulavano dal suo incarico ma che, proprio grazie al suo incarico, gli garantivano la possibilità di fare favori “beneficiando di ottenere eventuali vantaggi per scopi elettorali” e che per lui ha chiesto una condanna a due anni e mezzo.

Ma sul banco degli imputati non c’era solo Bruno Manitta ma anche tre operai. Si tratta di Riccardo Pizzorno (condannato a sette mesi e 15 giorni per quattro episodi di assenteismo ndr), Fabio Tallone, Alberto Calcagno. Dovevano rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dell’amministrazione comunale. Nel caso di Pizzorno gli atti saranno trasmessi alla Procura generale della Corte dei Conti.

Secondo l’accusa facendo lavori di riparazione alle fogne per conto di privati in orario di lavoro. Si sarebbero prestati insomma a svolgere lavori extra durante l’orario di lavoro facendosi pagare dall’assessore. Per Pizzorno il pm aveva chiesto un anno e mezzo, assoluzione per Calcagno e un anno per Tallone. In caso di condanna Manitta avrebbe rischiato di perdere il posto da consigliere in Comune in base a quanto prevede la legge Severino.

L’indagine era stata curata dalla squadra mobile della questura che aveva messo sotto la lente alcuni episodi accaduti a Diano Marina poi sfociati in un unico filone d’inchiesta trattato dalla Dia di Genova. A rinviare a giudizio l’ex assessore era stato il giudice per le udienze preliminari Massimiliano Ranieri che aveva accolto la richiesta del pm Alessandro Bogliolo.

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