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Con Jenny DL la sabbia di Sanremo diventa avanguardia artistica e fa innamorare Vittorio Sgarbi fotogallery

In mostra all'Hotel Nazionale per tutto il mese di novembre, l'opera della pittrice sanremese è stata ammirata "in gran segreto" dal critico d'arte

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Sanremo. Schiuma da barba, smalto per unghie, cristalli di Swarovski e ancora piombo, legno, sale e soprattutto quei granelli di sabbia che portano lo sciabordio voluttuoso e selvaggio del suo Mar Ligure. Sono gli strumenti di lavoro prediletti da Jenny DL, l’artista sanremese che un critico tanto acuto quanto pungente come Vittorio Sgarbi, ammirandone l’opera in gran segreto, ha definito vera «avanguardia artistica».

Jenny DL

«Grazie all’associazione i Colori della Gioia, per tutto il mese di novembre espongo alcuni miei lavori all’Hotel Nazionale dove la settimana scorsa Sgarbi era ospite – racconta la pittrice, al secolo Roberta Di Luzio  –. Si trovava a Sanremo per un evento letterario e l’ho incontrato casualmente all’entrata. Ho così colto l’occasione per invitarlo a visitare la mia mostra. Lui mi ha confessato di averla ammirata già la notte precedente, prima di rientrare in camera, ed esserne rimasto impressionato».

A catturare l’attenzione del critico d’arte è stata quella combinazione dinamica di materiali differenti che caratterizza l’opera di Jenny DL e dalla quale derivano rilievi capaci di travolgere lo spettatore in un’esperienza visiva e allo stesso tempo tattile oltremodo suggestiva. Come in Ti amo. «Questo quadro è dedicato all’amore che ho verso il mare che bagna la nostra costa – spiega l’artista –. L’ho realizzato giocando con gli elementi più diversi, in particolare la sabbia che ho raccolto proprio sulle spiagge sanremesi. Mi piace molto usare questi granelli dorati, mi sembra di ristabilire un contatto con il territorio, le sue contraddizioni, la sua incredibile forza. Nessuno può controllare la natura, nessuno può fissarla. E non a caso in questo quadro ho riprodotto la scritta “Ti amo” con cui gli amanti sono soliti sancire il loro amore sulla riva del mare e che puntualmente le onde cancellano seguendo un moto simile a quello di una carezza, di un gesto d’amore. Perché nulla in natura può essere trattenuto a sé se non nel cuore», sottolinea Jenny DL che prosegue:

«Quanto alla tecnica, l’impiego della sabbia insieme ad altri materiali, tra cui la schiuma da barba per riprodurre le onde, ha dato un effetto in rilievo che Sgarbi ha suggerito essere uno strumento straordinario per consentire anche a un non vedente di fruire dell’opera». In particolare, il critico si è così pronunciato di fronte a un altro legno di Jenny DL, Butterfly, in cui, mescolando colori acrilici a granelli di sabbia, tocchi di smalto per unghie e piombo, la pittrice ha racchiuso le atrocità e allo stesso tempo le speranze che pervadono la società di oggi. «Ho raffigurato una donna con la testa cinta da un corona di fiori a simboleggiare i suoi sogni. Il soggetto è voltato di schiena e lo spazio è dominato da due grandi ali. Purtroppo queste ali sono spezzate, tagliate, rovinate dal dolore inflitto dall’uomo. Ho dedicato Butterfly a tutte le donne vittime di violenza: donne di cui sempre più spesso leggiamo sui giornali o ascoltiamo i racconti nei programmi televisivi; donne che io mi auguro un domani possano trovare il coraggio di trasformare le ferite subite in forza così da tornare a volare come le farfalle».

Esternazione di un mondo interiore visceralmente colpito dalla degenerazione umana è anche un altro quadro di Jenny DL, Victim’s.

«Victim’s è nato da sentimenti di angoscia, sofferenza e tristezza – mette a nudo Jenny DL –. Sulla tela spiccano i nomi delle città europee colpite dagli attentati di matrice islamica. Quando ho progettato la mostra, il quadro era già terminato ma, inaspettatamente e con profondo dolore, ho dovuto aggiungervi un’altra località, Marsiglia». La particolarità di Victim’s, autentica topografia del dolore, risiede nell’esplosione su un’intensa colata di acrilico di tanti piccoli cristalli di Swarovski. «Alcuni sono bianchi, altri rossi. I primi simboleggiano le lacrime, i secondi il sangue. Si tratta delle lacrime e del sangue che centinaia e centinaia di innocenti hanno dovuto versare a causa della follia umana – illustra Jenny DL che prosegue: – Sgarbi ha definito Victim’s “un pugno nello stomaco” ed è stata la prima volta in cui qualcuno ha espresso ad alta voce proprio quello che stavo provando nel momento in cui una mia creatura ha visto la luce».

E per Jenny DL, lei che non ha studiato arte e non ha svolto una carriera artistica tout court se non in quelle ore libere da un impiego necessario, le parole di Vittorio Sgarbi sono state un importante riconoscimento.  «Un’immensa gioia – puntualizza –. Dipingo da quando ero bambina ma non ho mai potuto fare della mia creatività una professione vera e propria. Mi sono sempre dedicata all’arte di notte o nei giorni di riposo e soltanto nell’ultimo anno, in seguito a un grave problema di salute che mi ha costretto a casa, il mio lavoro è diventato “un lavoro”. Nella mia vita ho sofferto molto, ho visto e ogni giorno continuo a vedere tanta sofferenza, ma non per questo ho smesso di amare e di donare amore alla vita stessa. Anzi, ho cercato di trasformare il mio dolore in gioia, ho provato a dargli nuova forma, nuovo significato, a trasfigurarlo nella mia opera». Un’opera sperimentale, inaudita, eccentrica poesia.

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