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Caso Rivieracqua, prima udienza sul fallimento fissata il 19 dicembre foto

Intanto la polemica irrompe nel consiglio provinciale convocato per dopodomani

Imperia. Le sorti di Rivieracqua stanno scuotendo il panorama politico di tutta la provincia dopo che il consiglio di amministrazione di Amat Spa ha presentato, nei giorni scorsi, istanza per la dichiarazione di fallimento della società pubblica consortile costituita dai Comuni del bacino di ponente, con lo scopo di gestire il servizio idrico integrato.

Solo poche ore fa è crollato il Cda proprio di Amat, l’azienda pubblico-privata partecipata dal Comune di Imperia, dopo le dimissioni del segretario provinciale del partito democratico Pietro Mannoni che ne era uno dei 5 componenti.

Investita delle polemiche anche la presidente, Barbara Pirero, dopo che è emersa una sua collaborazione, a titolo privato, con una società del gruppo Iren (socio della stessa Amat), tra i colossi multiservizi del nord Italia, con alcune partecipazioni anche in provincia di Imperia oltre che nella società della città capoluogo. Del PD sono anche i consiglieri e gli assessori che hanno deciso di uscire dalla maggioranza guidata dal sindaco Carlo Capacci, che ora barcolla.

L’istanza di fallimento depositata per via del debito da 1,5 milioni di euro che Amat vanta nei confronti del gestore unico Rivieracqua, approderà in tribunale il prossimo 19 dicembre per la prima udienza. Questo passaggio rappresenta una grave incognita per la società pubblica che vede così finire nella mani di un giudice terzo una buona parte del proprio destino. Spetterà infatti al tribunale fallimentare constatare se ricorrono o meno le condizioni per dichiarare fallito il consorzio pubblico.

Prima però e precisamente giovedì alle ore 9:15 il caso Riviercqua passerà al vaglio del consiglio provinciale, dove siedono tra gli altri i primi cittadini che hanno fatto quadrato intorno all’acqua pubblica e lo stesso sindaco di Imperia Carlo Capacci.

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