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Ventimiglia, il “Percorso fotografico” dei ragazzi dell’ISAH in mostra alla Biblioteca Comunale

L'iniziativa ha permesso di avvicinare cinque ragazzi, che frequentano il centro di riabilitazione polivalente, alla fotografia e di scoprire il territorio circostante

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Ventimiglia. Il 18 ottobre alle 14.30 verrà inaugurata la prima mostra fotografica dal titolo “Percorso fotografico”, organizzata dall’ISAH e dalla cooperativa Il Faggio con il patrocinio del Comune di Ventimiglia, presso la Biblioteca Comunale, in Via Cavour 61.

L’evento, che proseguirà fino al 23 ottobre, frutto di un progetto all’interno delle numerose attività proposte dall’ISAH, ha permesso di avvicinare cinque ragazzi che frequentano il centro di riabilitazione polivalente di Ventimiglia in regime semiresidenziale alla fotografia e alla scoperta del territorio circostante.

L’attività si è svolta durante il periodo estivo con frequenza settimanale alla presenza di un educatore professionale sanitario che ha permesso ai ragazzi di essere protagonisti nella scelta del percorso fotografico, decidendo volta per volta i luoghi da loro preferiti. “Tale progetto nell’ambito della riabilitazione nasce dall’esigenza di stimolare una modalità di espressione completamente diversa quella propria del linguaggio verbale cui siamo tutti abituati.

Tra linguaggio verbale e linguaggio fotografico esiste una differenza sostanziale in quanto: il primo procede per astrazioni e simboli, mentre il secondo per immagini. Questo lo rende capace di instaurare un rapporto più immediato con la realtà e con le emozioni, favorendo un linguaggio alternativo. La fotografia, oltre a svolgere una funzione documentaria e di valore estetico, diventa uno strumento capace di sostituire la memoria con cui comunica e ne condivide il presente.

Come dice Judi Weiser: “Le fotografie sono le orme della nostra mente, specchi delle nostre vite, riflessi del nostro cuore, memorie sospese che possiamo tenere in mano, immobili nel silenzio – se lo volessimo, per sempre. Non solo testimoniano dove siamo stati, ma indicano anche la strada che potremmo forse intraprendere, che ce ne rendiamo già conto oppure no “” – scrivono su Facebook gli organizzatori.

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