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“Un terrore indescrivibile”: la testimonianza dell’armese Luca Botti, a 200 metri dalla tremenda strage di Las Vegas foto

Era insieme alla fidanzata e un'altra coppia

Las Vegas, Nevada (USA). C’erano anche quattro ragazzi della provincia di Imperia nelle vicinanze della più tremenda strage accaduta negli states dal dopoguerra ad oggi. Ieri, alle 22.30 locali, Stephen Paddock, di 64 anni, prima di essere ucciso dalla polizia, ha sparato più di 300 colpi con un mitra dal 32esimo piano dell’hotel Malda Bay sulla folla che stava assistendo ad un concerto country. Un primo bilancio delle parla di 50 morti e oltre 250 feriti, molti dei quali in fin di vita.

Eravamo a 200 metri dalla strage – ha raccontato il 27enne armese Luca Botti al padre – e ci siamo subito rifugiati in un casinò lì vicino. Poi, anche lì dentro, è entrata gente urlando e noi siamo scappati via, diretti verso il nostro albergo”. Luca, che gioca a calcio nel Taggia, è da una decina di giorni in vacanza negli USA insieme alla fidanzata ed un’altra coppia.

“La scena che ci si è parata davanti era di un terrore indescrivibile – ha raccontato al genitore poco dopo essersi messo in salvo – gente ferita, la calca che si faceva avanti e persone che urlavano terrorizzate. Alla fine non riuscivamo più a correre e ci siamo fermati a vomitare”.

LA FOTO DELLA STRAGE E’ PRESA DA GQITALIA

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