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Trasporto ferroviario, De Ferrari M5s “Si va verso un eterno contratto di servizio lontano dalle reali esigenze di pendolari e territorio”

È quanto emerge dalla "Commissione Trasporti" in regione

Liguria. Alla luce anche di quanto emerso oggi in Commissione, la Liguria va sempre più verso un Contratto di servizio su ferro con Trenitalia eterno (fino al 2032!) e totalmente incentrato sul rinnovo del parco mezzi. Una strada che trascura i reali problemi del territorio e non viene incontro alle reali esigenze dei pendolari, sbandierate oggi a gran voce da tutti i comitati e le associazioni che si sono succedute in audizione. Il servizio va potenziato su tutte le linee, con particolare attenzione alle aree entroterra dimenticate (su tutte la Genova-Acqui) e ai servizi notturni. Bisogna poi rivedere l’orario cadenzato laddove non funziona o non garantisce le necessarie coperture.

Prima di rinnovare il parco mezzi, l’assessore Berrino faccia tesoro di tutte le istanze emerse da questa lunga seduta di audizioni e pensi alle infrastrutture vecchie e obsolete, a cominciare dalla messa in sicurezza del tratto interessato dalla frana di Mele, che compie 17 anni e sta per diventare maggiorenne. Interventi concreti infrastrutturali e maggior presidio nelle stazioni e sui treni migliorerebbero la sicurezza dei pendolari e i tempi di percorrenza sulle tratte. E, a proposito di sicurezza, da un Contratto di servizio serio e degno di questo nome ci attendiamo che Trenitalia investa risorse importanti su quella degli utenti e dei lavoratori.

È ora di smetterla con la scusa dei fondi che mancano. Se l’assessore Berrino denuncia i tagli governativi, peraltro reali, vada a Roma con Toti e batta i pugni sul tavolo per chiedere maggiori investimenti sul trasporto ferroviario ligure. Invece, oggi Toti come ieri Burlando sui tagli di Tremonti datati 2011, restano inermi e consenzienti. Ma, soprattutto, la Giunta ricontratti le condizioni economiche con Trenitalia, sulla scia di quanto ha fatto con successo la provincia autonoma di Bolzano. Le soluzioni esistono, bisogna solo metterle in pratica.

Invece qui in Liguria la Regione si limita a tarare il servizio in pubblicato della domanda: un disimpegno istituzionale grave che porta inevitabilmente a una riduzione del servizio e, dunque, a un crescente allontanamento da parte dell’utenza, in un circolo vizioso potenzialmente senza fine. Un vero servizio pubblico e sociale deve mettere al centro non il profitto ma le esigenze dei cittadini e dei pendolari, le peculiarità del territorio, la qualità e la continuità del servizio. A prescindere dalla richiesta.

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