Ancora guai

“Spese pazze in Regione”, la procura di Genova ha indagato l’imperiese Gabriele Saldo

E' agli arresti domiciliari per l'inchiesta del concorso truccato a Rivieracqua

Imperia. Figura anche Gabriele Saldo, l’ex direttore generale di Rivieracqua, agli arresti domiciliari dallo scorso 22 agosto a Pontedassio, tra i sette ex consiglieri regionali di Forza Italia indagati dal pubblico ministero Massimo Terrile nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” in Liguria.
Saldo, scrive il Decimonono, è accusato di peculato, per aver usato fondi pubblici per spese non istituzionali nella legislatura compresa tra il 2005 e il 2010. Saldo è indagato dalla procura di Imperia per il concorso truccato a Rivieracqua che ha visto impegnata nelle indagini la guardia di finanza.

Dei sette indagati, sempre per peculato, l’unico che ancora frequenta il consiglio regionale è Matteo Rosso. Insieme a Saldo sonio finiti nei guai anche Gino Garibaldi, Luigi Morgillo, Pietro Oliva, Graziano Falciani e l’ex senatore Franco Orsi. Hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini nelle scorse settimane. Nell’ambito della stessa inchiesta risulta indagata anche Cristina Morelli, che all’epoca dei fatti ricopriva l’incarico di consigliere dei Verdi.

Per quella legislatura sono già state rinviate a giudizio 13 persone di tutti gli schieramenti politici: l’attuale presidente del consiglio Regionale, Francesco Bruzzone, Sandro Biasotti (deputato e attuale coordinatore di Forza Italia in Liguria), Nicola Abbundo, Angelo Barbero, Fabio Broglia, Giovanni Macchiavello, Matteo Marcenaro, Luigi Patrone e Franco Rocca, attuale sindaco di Zoagli, dello schieramento del centrodestra all’epoca dei fatti all’opposizione.

Poi, anche Tirreno Bianchi, Rosario Monteleone, Carmen Patrizia Muratore e Giovanni Battista Pittaluga dello schieramento di centrosinistra, che ai tempi era al governo regionale. Indagati anche gli otto ex consiglieri del Pd: Vito Vattuone, Michele Boffa, Lorenzo Basso, Luigi Cola, Nino Miceli, Ezio Chiesa, Moreno Veschi e Minella Mosca.
Sempre per la legislatura 2005-2010, sono già stati condannati Roberta Gasco (nuora di Clemente Mastella), Lorenzo Castè e Franco Bonello.

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