In tribunale

Sanremo, padre padrone accusato di abusi sulle figlie: i testi del pm in aula confermano la loro versione

I fatti fanno riferimento a una presunta storia di abusi tra le mura domestiche, iniziati 25 anni fa

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Imperia. Secondo la testimonianza resa in aula dai teste dell’accusa, che confermano la versione delle parti lese, gli abusi sarebbero iniziati quando entrambe le figlie avevano meno di dieci anni. E in un occasione avrebbe partecipato anche uno zio. E’ andata in scena oggi in tribunale, di fronte al collegio giudicante (Aschero, Russo e Trevia), la secondo udienza del processo – a porte chiuse – per violenza sessuale a carico di marito e moglie, entrambi residenti a Sanremo.

I fatti che hanno portato al dibattimento fanno riferimento a una presunta storia di abusi tra le mura domestiche, iniziati 25 anni fa, con nella parte delle vittime le due figlie, ora maggiorenni. Oggi, di fronte alla corte hanno sfilato gli ex fidanzati, amici delle due figlie e l’attuale marito della più anziana. L’incubo che le ragazze avrebbero vissuto è venuto alla luce quando la maggiore delle due – nel 2013 – ha preso coraggio e ha deciso di raccontare tutto alla polizia.

Dopo che gli avvenimenti riferiti sono passati al vaglio dell’Ufficio Minori del Commissariato di Sanremo, il sostituto procuratore Alessandro Bogliolo ha deciso di rinviare a giudizio la coppia. Le due figlie intanto si erano già trasferite all’estero, dove hanno iniziato una nuova vita, lontano da un padre che loro considerano quasi come un aguzzino.

Lui ( difeso dall’avvocato Elena Pezzetta ) è accusato di violenza sessuale su minori, aggravata dal vicolo della parentela; la madre (difesa da Elena Urso) di favoreggiamento. Secondo quanto riferito dalle figlie la scorsa udienza, la maggiore avrebbe avuto rapporti completi con il padre, che non avrebbe comunque mai usato violenza o coercizione su di loro, sin dagli 11 anni.

La secondogenita, invece, avrebbe subito sempre “solo” palpeggiamenti. Le parti lese sono assistite dall’avvocato Bruno Di Giovanni. Il processo, dal momento che l’accusa si basa quasi esclusivamente sulle dichiarazioni delle figlie, è sostanzialmente indiziario e visto che i fatti partono 25 anni fa c’è il rischio di prescrizione per parte di essi. Il processo è stato rinviato al prossimo 24 ottobre, per l’audizione dei testimoni della difesa

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