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Restaurata Statua della Primavera a Sanremo, Forza Nuova-MSi-DN: “Finalmente il piedino è tornato al suo posto”

"Il "MA" ci sorge spontaneo dall'apprendere che una nota ditta sanremasca del ramo marmi, pietre ed affini, operante da oltre 190 anni, si sarebbe offerta di effettuare lo stesso intervento gratutitamente"

Sanremo. “Finalmente, dopo alcuni mesi, il piedino della Primavera è tornato al suo posto. Ma, come spesso accade nelle vicende sanremesi, non possiamo sottrarci, e del resto ce ne viene data l’opportunità dalle notizie apprese on-line e dal dialogare con i Cittadini (per noi sempre con la C maiuscola), del puntualizzare un MA!

L’opera di restauro, o meglio, l’opera di incollaggio, per la quale ribadiamo la statua amata dai Sanremaschi e dai Sanremesi, ha dovuto aspettare alcuni mesi, probabilmente si è dovuto attendere l’invio della colla dalla NASA, è costata al solito Pantalone, oltre 2000 euro: una testata dice 2300, un’ altra 2000 ma il significato resta quello che andremo a sigmatizzare qui di seguito: in tempi di vacche magre, il “buon padre di famiglia” amministra con la massima oculatezza i denari, d’accordo che qui si tratta dei nostri, ma il “MA” ci sorge spontaneo dall’apprendere che una nota ditta sanremasca del ramo marmi, pietre ed affini, operante da oltre 190 anni, si sarebbe offerta di effettuare lo stesso intervento gratuitamente!!!.

La stessa ditta, ha effettuato restauri di opere d’arte del valore di milioni per Sotheby’s, pare che uno dei loro abituali clienti per i restauri sia la famiglia Terruzzi, ma, a quanto si vocifera: Vox Populi Vox Dei, non è stata ritenuta idonea per incollare un piedino gratis. Siamo certi che l’Amministrazione saprà fornirci le adeguate spiegazioni, o meglio, le fornirà ai Cittadini che hanno pagato per quello che potevano avere gratis. Da parte nostra, avendo a cuore il buon governo dei denari pubblici, se il chiarimento non dovesse giungere o non fosse convincente, due righe alla Corte dei Conti le invieremo di certo” – affermano Giovanni Calvi, Roberto Pardini e Alessandro Condo’.