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Quando l’impressionismo passò per la Riviera di ponente: il viaggio di Monet tra Bordighera e Dolceacqua foto

Arianna e Riccardo, durante il periodo di alternanza scuola lavoro, hanno fatto una ricerca sul viaggio di Monet nella nostra provincia

Claude Monet, uno dei maggiori pittori dell’Impressionismo, corrente artistica nata a Parigi (il cui elemento fondamentale era la concezione e l’ultilizzo della luce) tra il 1860 e il 1870, alla fine del 1883, in compagnia di Pierre-Auguste Renoir fece un viaggio in Liguria, e si appassionò talmente al paesaggio, a suoi colori e alla varietà di piante, che decise di farci ritorno un mese più tardi, nel gennaio 1884, soggiornando a Bordighera in solitudine dove vi restò 79 giorni sebbene avesse programmato di restare soltanto un mese.

Durante il soggiorno il quarantatreenne pittore dipinse 38 tele. I soggetti predominanti in tutta l’opera di Monet restano i paesaggi, tramite i quali il pittore affronta uno studio sulla luce che li influenza. Rimase estasiato dal colore del mare e del cielo, che riteneva impossibile da ritrarre, dall’esuberante vegetazione rigogliosa dei giardini, dagli ulivi, e dal ponte di Dolceacqua, uno dei borghi più belli di Italia in cui, in una lettera che spedì durante il suo soggiorno, personificò l’intera Liguria.

Le 38 tele sono state dipinte a Bordighera, Dolceacqua, Sasso, Vallebona e nei territori limitrofi. Il pittore impressionista dipinse anche, come scrisse in una lettera ad Alice, sua moglie, gli agrumi degli alberi Arancio e Limone. Monet si dedicò esclusivamente alla pittura durante il viaggio. Arrivò a lavorare persino su 5 tele per giorno.

Ad Alice scrisse:

“Faccio un mestiere da cani, io, e non risparmio le gambe; salgo, poi ridiscendo e in seguito risalgo; fra uno studio e l’altro, come riposo, esploro ogni sentiero, sempre alla ricerca del nuovo”.

I dipinti

Bordighera” è un dipinto di Claude Monet del 1884 realizzato con tecnica ad olio su tela, conservato ora al Art Institute of Chicago. Gli alberi sono in primo piano, messi in risalto dal blu del mare che, all’orizzonte, diventa un cielo azzurro. La città di Bordighera è al centro del dipinto, e rimane il fulcro dello stesso, tra il mare e le colline della Liguria.

A Durand-Ruel, amico e gallerista, scrive:

“Caro Durand-Ruel, […] sto vivendo un’esperienza umana ed artistica ricca e forse irripetibile. La riviera ligure è rischiarata da un sole che modella le forme ed accarezza la natura, e le barche dei pescatori solcano le acque d’un mare verde-blu che non vi posso descrivere a parole. Acqua, fiori e poesia si confondono in un’armonia musicale di colori che i miei occhi non hanno mai incontrato. […] Inoltre per dipingere certi paesaggi bisognerebbe avere una tavolozza di gemme e diamanti. È mirabile.”

La mattina del 17 febbraio 1883, Claude Monet visitò Dolceacqua, in compagnia di alcuni signori inglesi conosciuti alla “Pension Anglaise” in cui soggiornava. Monet rimase colpito dallo stile medievale, caratterizzato dal meraviglioso castello e dal ponte, e per lui fu amore a prima vista. Monet decise di tornare il 23 gennaio del 1884, munito di tela e pennelli per ritrarre ponte e castello, lasciando una testimonianza nei suoi scritti:

“18 febbraio 1884 – Dolceacqua, nella Val Nervia.                                      Il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza.”

Il ponte e il castello”, è una delle tele più celebri di tutto l’impressionismo. Il paesaggio è rappresentato tramite molti contrasti, che mettono in evidenza il ponte rispetto all’ambiente circostante. Lo studio che Monet fece su questo soggetto è molto interessante e dettagliato, infatti il ponte viene ripreso da più angolature e in più momenti della giornata.

Le Ville” a Bordighera” è una miscela di luci e colori. Monet vuole descrivere la varietà della vegetazione del giardino che non è molto curata, ma è proprio questo che piace all’artista.

Il pittore usa colori molto vivaci in modo da riportare su tela le sfumature della luce mediterranea secondo lui irriproducibile.

Il soggetto preferito di Monet era il paesaggio, ed è la più grande differenza fra lui e i pittori dell’impressionismo.

L’artista, infatti, studierà in modo approfondito le variazioni di luce dei paesaggi, mentre altri suoi coetanei, ad esempio Renoir e Degas si concentrano sulla figura umana.

Nell’estate 2019 due opere dell’impressionista francese Claude Monet: “Le Château de Dolceacqua” e “Le Vallée de Sasso”, grazie ad un accordo con il museo “Marmottan” di Parig e i sindaci Pallanca e Gazzola, torneranno nel ponente per una mostra attesissima.

 

Fonti: frammentiarte.it, topidipinacoteca.altervista.org, dolceacqua.it

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