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Per i “Forconi” di Imperia il giudice rinvia a novembre la sentenza per patteggiamenti e rito abbreviato

Quattro anni fa, a più riprese, avevano bloccato strade e ferrovie in città e nel resto della provincia

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Imperia. Il giudice Paolo Luppi pronuncerà la sentenza per tre patteggiamenti e quattro abbreviati il 6 novembre, per 5 indagati con rito ordinario deciderà la stessa data, mentre per quattro indagati per i quali è stata proposta la messa in prova scioglierà le riserve il 15 gennaio. Il pm Lorenzo Fornace questa mattina ha formulato le sue richieste di condanna.

A finire nei guai sono imperiesi padri di famiglia, ex candidati in Comune a Cosio, pensionati, ma anche professionisti, ultras di squadre di calcio e qualcuno anche con precedenti penali, tutti coinvolti a vario titolo nella vicenda dei “forconi”. Una storia che risale a quattro anni fa quando, a più riprese, i manifestanti avevano bloccato strade e ferrovie a Imperia e provincia. La polizia e i carabinieri li avevano ripresi e fotografati. Era scattata un’inchiesta della magistratura coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Fornace. Per molti manifestanti il pm ha chiesto l’archiviazione ma ha trasmesso gli atti alla Prefettura per poi essere multati.

Il corteo dei manifestanti (erano i giorni 9 e 10 dicembre) aveva bloccato, a macchia di leopardo, un po’ tutta la città non solo le strade ma anche la ferrovia nel vecchio tracciato che collega Porto a Oneglia. Tutti identificati per loro è poi arrivato il cosiddetto Acip, l’avviso di conclusione indagini e uno stuolo di avvocati ha presentato documenti e memorie difensive. Quel giorno per Imperia era stato decisamente difficile e pesante. La situazione era diventata più incandescente, nel tardo pomeriggio, dopo che i manifestanti, si erano allontanati dai blocchi, si erano radunati, prima davanti al Comune, bloccando l’Aurelia, poi, in piazza Dante, dove erano stati accesi anche alcuni fumogeni.

Nel corso della giornata, erano stati toccati diversi punti nevralgici della città: a partire dalla Prefettura, il Comune e l’Agenzia delle Entrate. Rallentamenti erano stati segnalati nel primo pomeriggio sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia che aveva coinvolto una decina di treni quattro Intercity e sei regionali. Linea che era stata bloccata almeno tre volte. I contestuali blocchi della circolazione stradale avevano reso impossibile l’allestimento di bus navetta e i treni diretti verso Genova avevano fatto capolinea a Taggia, mentre quelli diretti verso il confine si erano fermati a Diano Marina. Una manifestazione di protesta che era stata monitorata da un vasto servizio d’ordine di carabinieri e poliziotti in tenuta anti sommossa. Decine le persone che erano state identificate durante i cortei e i blocchi.

Un manifestante, tra l’altro, era stato investito da un’auto guidata da una donna che aveva forzato un blocco. Rimasto contuso alla testa, la guidatrice non si era fermata. Un gruppo di giovani che sfilava in via Amendola, poi, aveva intimato ai negozianti di abbassare le saracinesche. Costretti a chiudere anche alcuni banchi al mercato coperto di Porto Maurizio.

 

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