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Ottima annata per le olive: raccolta già iniziata e abbondante. Allavena: “L’iter di attribuzione del marchio Dop deve accelerare” foto

Dopo un periodo di difficoltà il territorio sembra che stia tornando ai vecchi livelli di produzione. È però importante tutelare prodotto e produttori dalle contraffazioni

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Imperia. Il perdurare del bel tempo che da questa estate sta interessando la Riviera dei Fiori ha avuto effetti positivi sull’olivicoltura. Sulla costa la raccolta delle olive della campagna olearia 2017/2018 non solo è iniziata in anticipo ma fin da subito ha dato prodotti abbondonati e di qualità. Inoltre gli esperti prevedono che quest’andamento si protrarrà fino a quando l’ultimo frutto sarà ancora sull’albero, solitamente tra gennaio e febbraio.

Dopo un periodo di difficoltà dovuta alla scarsità del raccolto, il territorio sembra dunque che stia tornando ai vecchi livelli di produzione, senza però perdere quell’elemento qualitativo che da sempre contraddistingue l’oliva e l’intera filiera olivicola ponentina, come spiega Federico Allavena, vice presidente dell’associazione nazionale Piante e fiori d’Italia nonché delegato di Coldiretti Giovani Impresa Liguria e Coldiretti Imperia: «La raccolta quest’anno sarà migliore rispetto al passato. Soprattutto nelle aree costiere e nel primo entroterra le olive hanno già raggiunto un buon grado di maturazione e sono bellissime. Il caldo – sottolinea – non ha poi compromesso la qualità del prodotto; anzi, ha rallentato le infestazioni da parte della mosca delle olive che sono state nulle o ben al di sotto della soglia economica d’intervento».

Se fino allo scorso anno infatti la produzione è stata penalizzata dalla Batrocea olea Gmelin, la cui larva è una minatrice della drupa dell’olivo, quest’anno il prolungarsi delle temperature gradevoli ha salvato la campagna olivicola. «Speriamo solo che ora arrivi un po’ di pioggia così da avere un risultato migliore», aggiunge Allavena che prosegue: «Decisivo per il benessere del settore sarà continuare con il processo di attribuzione del marchio Dop all’oliva taggiasca. Un fattore importare per tutelare questo prodotto legato al territorio e soprattutto i piccoli produttori che ancora oggi si dedicano alla sua raccolta manualmente e con tanta passione. Negli ultimi anni la taggiasca è stata oggetto di una crescente diffusione anche al di fuori della stessa provincia di Imperia e della Liguria, il ché ha favorito il proliferare di imitazioni che danneggiano la nostra tradizione agricola, il nostro lavoro e il nostro nome. Senza dimenticare che il settore è tra i più produttivi della zona, tra quelli che, creando più posti di impiego, trainano l’economia locale. Va da sé la necessità di salvaguardarne il prodotto principe».

A riguardo, l’oliva taggiasca è attualmente al centro una querelle internazionale. Per tutelare questo prodotto con proprietà organolettiche uniche e non replicabili, e allo stesso tempo produttori e consumatori, tempo fa è stata avanzata la richiesta di un marchio Dop, assegnato dall’Unione europea. Un processo di attribuzione che potrebbe sembrare semplice ma purtroppo non così lineare, in quanto la normativa dell’Ue non prevede la registrazione di una varietà vegetale. Per ricevere la tutela giuridica, è stata così avanzata la proposta di modificare il nome in “giuggiolina”, il quale però, com’è comprensibile, non piace agli olivicoltori del Ponente. Un passo in avanti è stato compiuto quest’estate, quando, con atto formale pubblicato l’11 luglio, la Regione Liguria ha dato il via libera all’iter di costituzione della Dop taggiasca che è poi andato al Ministero italiano delle politiche agricole. Per l’ente regionale infatti non sussiste alcun impedimento nella coincidenza tra nome varietale e Dop, poiché esistono diversi precedenti. E per rafforzare la sua posizione nel mese successivo, ad agosto, ha anche partecipato al Meeting di Rimini con uno stand dedicato alla varietà più tipica delle olive liguri lanciando lo slogan “La taggiasca siamo noi”.

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