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Quando le vittorie si costruiscono partendo dallo spogliatoio, la storia di Daniele Martino, magazziniere dell’Ospedaletti Calcio fotogallery

Nel suo impegno il paradigma del "paradiso del calcio"

Si sa, ad Ospedaletti la cura per i dettagli è uno dei principi fondamentali del nuovo corso Orange, voluto dalla dirigenza e in particolare da Stefano Sturaro, che desiderava costituire un modello di società tipo anche nella sua provincia di origine.

Psicologo di campo, match analyst e staff tecnico di professionisti sono le figure ingaggiate quest’anno per affiancare la crescita di tutto il settore giovanile. Poi però, in sordina, com’è abituato a lavorare lui, c’è anche la new entry Daniele Martino, magazziniere, da quest’anno in forze a Ospedaletti, che ha dato una svolta al modo di concepire gli allenamenti e le partite, nei momenti prima dell’entrata in campo della squadra.

“Calcio da professionisti vuol dire rispettare in ogni istante la maglia che si rappresenta.” Questo è il riferimento morale che Daniele cerca di trasmettere ai ragazzi. Non insultare l’avversario, essere corretti dentro e fuori dal campo e rispettare le regole. Per seguire questo modello di calcio, la società Orange ha investito molto sui particolari e su uno staff che nessun’altra squadra può vantare nel campionato di promozione.

Daniele, classe ’87, nato a Torino (ex Sanremese), è uno di loro. Ha sposato il progetto Ospedaletti perché ha trovato uno spazio dove ogni amante del calcio desidererebbe lavorare. Una società improntata ai valori dello sport, luogo di insegnamento, crescita e trampolino di lancio per i talenti.

Martino è, se vogliamo, sintesi di questo approccio. Infatti è da lui che semplicemente partono le basi che portano la squadra a scendere in campo. Come magazziniere (è un caso eccezionale che in una squadra di promozione ci sia una figura del genere a tempo pieno), interpreta il proprio mestiere con passione, indossando i colori della squadra Orange come un’attaccante o meglio come un regista del centrocampo, aspetti pratici ma anche visione. “Mister dello spogliatoio”, per sgombrare la mente dello staff su alcuni passaggi fondamentali, come la preparazione pre-partita.

“Quello che cerchiamo di portare è un prototipo di calcio che dovrebbero seguire tutti. Fuori dai campanilismi e dalle rivalità inutili. Sono sempre a disposizione dei giocatori e della squadra al mille per mille, perché per primo ho passione per il calcio e credo nel progetto Ospedaletti e nei ragazzi che lo stanno portando avanti.”

“Come tutti devono dare il massimo, anch’io ci metto tutta la passione e la dedizione che posso. Non lascio niente al caso. Sono un perfezionista sotto questo punto: ci sono ore di preparazione dietro alle partite, maglie stirate, pantaloncini piegati e spogliatoi preparati alla perfezione. Fanno un monte che c’è anche se il pubblico non lo vede.”

Con me anche Flavio Eremita, massaggiatore della prima squadra e Pietro Masia (con Daniele nella foto), che mi danno una grossa mano e che ci tengo a ringraziare.“Se vuoi fare un lavoro come quello che facciamo qui devi essere capace a collaborare con gli altri.”

“La preparazione dello spogliatoio è un paradigma di come vuole essere la società Orange”, aggiunge Daniele. “Distinguersi nettamente dal calcio del “se sei in area di rigore buttati che magari prendiamo il fallo…”. Qui si insegna ai ragazzi, a partire dai giovanissimi, che calcio vuol dire spirito di squadra, collaborazione, sostegno reciproco e disciplina, rispetto delle regole.”

“Perché l’Ospedaletti deve essere un trampolino, dal quale spiccare il salto verso una carriera ricca di soddisfazioni o semplicemente una vita all’insegna del rispetto delle regole e degli altri. Ci tengo a ringraziare, ogni volta che posso, tutta la società, la famiglia Sturaro, Giorgio, Luca, Ornella, José, Roberto, Antonio… senza il cui supporto non si potrebbe sostenere questa idea di sport.

Sono finito nel paradiso del calcio, dove non hai forti e inutili pressioni addosso, dove si può lavorare al meglio e i richiami non sono mai fuori luogo. Ambiente davvero rarissimo per questo sport.”

A Ospedaletti, le partite, si vincono anche così.

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