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Laura Amoretti, consigliere regionale di parità in accordo con Milena Speranza della Uil sul tema del mobbing sulle donne

Le pubbliche amministrazioni liguri saranno chiamate a impegnarsi attivamente a contrastare ed eliminare ogni forma di discriminazione, di violenza morale e/o psicologica sul luogo di lavoro

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Imperia. La consigliera regionale di parità, Laura Amoretti, si trova perfettamente d’accordo  con le dichiarazioni  rese da Milena Speranza, segretaria generale della uil, nell’articolo della scorsa settimana  sulle discriminazioni subite dalle donne nei luoghi di lavoro pubblici e privati. A tal proposito la Consigliera intende richiamare ancora una volta l’attenzione su questo fenomeno, e si è attivata al fine di rendere il più operativa possibile la normativa che comporta l’obbligo per tutte le amministrazioni di costituire i Comitati Unici di Garanzia (L. n. 183/2010), organismi tesi alla valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni.

Non tutte le amministrazioni hanno provveduto, e spesso è accaduto che i CUG, laddove costituitisi, non abbiano, tuttavia, funzionato regolarmente.
Per far fronte a queste diffuse inadempienze la Consigliera intende proporre, a breve, agli enti liguri un’adesione formale ad una Carta di Intenti, in cui saranno esplicitati alcuni principi fondamentali a cui attenersi tra cui, in primis, l’impegno alla costituzione dei CUG ma anche l’impegno a valorizzare le politiche per orientarne l’attività e per renderla il più efficace e omogenea possibile, oltre che a costruire un osservatorio di buone prassi sul funzionamento e l’attività di questi organismi.

Le Pubbliche amministrazioni liguri saranno quindi chiamate a impegnarsi attivamente a contrastare ed eliminare ogni forma di discriminazione, di violenza morale e/o psicologica sul luogo di lavoro. Si tratta di un impegno importante, per le amministrazioni firmatarie, su cui la Consigliera intende vigilare: la dirigenza pubblica deve essere chiamata a rispondere delle proprie capacità organizzative anche in relazione alla realizzazione degli ambienti di lavoro improntati al rispetto dei principi comunitari e nazionali in materia di pari opportunità, benessere organizzativo, ma soprattutto in materia di contrasto alla discriminazione e al mobbing.

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