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Istrice o zerbino? Come diventare assertivi e sviluppare l’autostima

Nelle relazioni sociali la maggioranza delle persone oscilla, con il proprio comportamento, fra due estremi: l'istrice e lo zerbino. A metà strada c'è l'assertivo

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Nelle relazioni sociali la maggioranza delle persone oscilla, con il proprio comportamento, fra due estremi: l’istrice e lo zerbino. A metà strada c’è l’assertivo.

L’istrice è colui che manifesta un comportamento aggressivo ed è concentrato sui propri bisogni, ha la tendenza a dominare gli altri e l’unico obiettivo che si pone è il potere personale e sociale. Il suo stile espressivo è dettato da un tono autoritario, ritmi rapidi, tendenza a sovrapporsi all’interlocutore, accuse e domande incalzanti. Alla base di questo comportamento vi sono delle componenti d’ansia accompagnate da rabbia e ostilità. Le conseguenze relazionali di un atteggiamento aggressivo potrà esprimere vantaggi immediati ma a lungo termine è probabile che collezionerà intorno a sé malumori, rabbia inespressa, insoddisfazioni, creando un clima di tensione e di rifiuto.

Lo zerbino ha invece un atteggiamento passivo, asseconda gli altri per evitare il conflitto e subisce spesso le situazioni senza opporsi. Questo tipo di modalità relazionale, che deriva da un dialogo interno autosvalutativo, ha il vantaggio secondario di evitare l’ansia che potrebbe derivare da un confronto con gli altri. In questo caso lo stile espressivo è ricco di affermazioni vaghe ed incompiute e frequenti sono i richiami ai propri doveri e le espressioni di giustificazioni e di autocommiserazione. Un tale comportamento comporta una mancata espressione di se stessi e può portare a sedimentare frustrazioni e rabbia. Persistendo in questo atteggiamento, i problemi interpersonali non si affrontano ma tendono ad aggravarsi con ripercussioni negative sull’autostima.

Tra istrice e zerbino c’è l’assertivo, colui che ha la capacità di esprimere i propri sentimenti, di scegliere come comportarsi in un determinato momento e contesto, di sviluppare un’autostima, di manifestare serenamente un’opinione di disaccordo quando lo ritiene opportuno e di portare avanti le proprie idee, rispettando contemporaneamente quelle degli altri. La struttura concettuale dell’assertività è basata sulla funzionalità di cinque livelli, ognuno ne definisce un aspetto. Il primo livello è costituito dalla capacità di riconoscere le emozioni, il secondo livello è costituito dalla capacità di comunicare emozioni, sentimenti, anche negativi, al terzo livello troviamo consapevolezza di sé stessi e la capacità di aver rispetto per sé e per gli altri, al quarto livello la disponibilità ad apprezzare sé stessi e gli altri, che implica la stima di sé e la capacità di valorizzare gli aspetti positivi dell’esperienza. Il quinto e ultimo livello è quello relativo alla capacità di auto realizzarsi e poter decidere sugli obiettivi della propria vita. Si tratta di un costrutto emotivo, cognitivo e comportamentale a metà strada tra la passività e l’aggressività, che definiamo assertività.

Attraverso un percorso di psicoterapia si diventa consapevoli di sé stessi, imparando ad ascoltare le proprie emozioni e i bisogni, sviluppando la capacità di comunicare e gestire in modo efficace i rapporti interpersonali, nell’affermazione di sé stessi.

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