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Imperia Rugby, esordio con i fiocchi per l’under 12

Il concentramento di Savona riservato agli under 12 non ha “fatto tremare le vene e i polsi” ai giovani

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Imperia. Il concentramento di Savona riservato agli under 12 poteva “far tremare le vene e i polsi” ai giovani dell’Imperia Rugby. Ma non è stato così. La società dell’estremo ponente ligure porta in campo ben 17 ragazzini ed è già un bel numero. E c’è anche qualche assenza. L’attenzione alla categoria è comunque massima. E la cosa pare ovvia: c’è una squadra da ricostruire.

Dell’annata 2006, che tanto bene ha fatto, compreso il torneo internazionale di Monaco, sono rimasti nel gruppo solo tre elementi, di cui uno assente a Savona. Poco male. È qui la prova di maturità. È la cosa che più importa a chi forgia non giocatori di rugby, ma persone, cittadini, giovani capaci di lottare e di aiutarsi, di fare gruppo e sistema.

Dunque ci sono ben 15 ragazzini che per la prima volta affrontano la categoria o, addirittura, sono alla loro prima prova agonistica con la palla ovale. Eppure stupiscono. Carneadi fino all’altro ieri, realtà concreta da questa settimana. Savona B è domata con otto mete ad uno. Ennis Pelle, che ha già competenze maturate negli anni segna sei mete. Di fronte alla prima squadra di Savona, con molti elementi già al secondo anno del ciclo di età è tutto più difficile, ma si gioca alla pari: si prende una meta, si sfiora il pareggio e i padroni di casa raddoppiano all’ultimo secondo. Sanremo e Cogoleto creano una squadra mista. Complice un po’ di rilassamento, si incassa, ma poi si rimonta con cinque mete. E nella finalina per il terzo posto Cogoleto è la vittima di turno, lasciata a zero punti a fonte di cinque mese imperiesi.

Lasciare a zero un avversario, nel rugby, non vuol dire infierire, ma rispettare l’avversario, perché bisogna sempre dare il 110 % in campo (in ogni campo). A parere degli osservatori i segreti di questo primo exploit vanno assegnati in primo luogo ai tecnici, l’esperto e creativo Ezio Reitano, il passionale Patrick Oliviero e l’enfant prodige Alessandro Ardoino. Quest’ultimo è un giocatore della under 18 e per molti ragazzini può essere considerato un fratello maggiore. E non è cosa da poco.

I piccoli atleti sono molto motivati, si presentano agli allenamenti in massa, con almeno 16 giocatori per volta e così è possibile lavorare molto bene. Quindi altra parte del merito va all’impegno dei ragazzi, capaci di adattarsi alle novità in breve tempo. E questo è un segno di capacità educativa. Non a caso un vero e proprio neofita come Alessandro Bocchi ha persino segnato l’ultima meta di giornata. Come di consueto, nel rugby giocano tutti.

Ecco i protagonisti:

ARQUA’ Alessandro, ARQUA’ Cristina, PELLE Ennis, LUVONI Pietro, MUSSO Tzegà, ARDUINO Alexander, MESIANO Giada, GANDOLFI Leonardo, FACCIO Alessio, PAPONE Giorgio, WOLFF Thomas, SERRANO Giuseppe, BOCCHI Alessandro, OLIVIERI Tommaso, GOGGI Valerio, CECCARELLI Samuele, OLIVIERO Luca.

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