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Grande festa a Imperia per i 100 anni dei Giuseppini fotogallery

Commerati i caduti della Seconda Guerra Mondiale e inaugurata la sala parrocchiale intitolata a Padre Ambrogio Ceriani

Imperia. Grande festa a Imperia per gli Oblati di S.Giuseppe, in città meglio conosciuti come “I Giuseppini alla Fondura” (i Giuse) che festeggiano il secolo di insediamento, avvenuto nel 1917, nel popolare rione della città capoluogo, sostenuto fra gli altri, allora, dal veneratissimo “Don Abbo il Santo”.

Gli Oblati hanno portato in dote ad Imperia tanto fermento religioso, educativo, sportivo, associativo, culturale. Questa mattina il sindaco Carlo Capacci, insieme all’assessore all’Ambiente Pino De Bonis, ad autorità regionali e provinciali hanno commemorato i caduti Giuseppini della 2^ Guerra Mondiale e inaugurata col parroco la sala parrocchiale (allestita dal Circolo Borgo Fondura su indicazione dell’architetto Maurizio Bertolino) intitolata a Padre Ambrogio Ceriani. Una festa alla quale hanno anche partecipato gli scout. A ricordate la figura del religioso è stato Giacomo Raineri  suo grande amico.

Lo spessore storico, culturale, religioso dei “Giuse” è stato già trattato in un libro edito due anni fa, “I Giuseppini alla Fondura di Portomaurizio” corredato di un cd con oltre 340 foto storiche, che verrà riproposto con nuovi apporti. In esso si trova la storia e l’ evoluzione di associazioni quali gli scout (che hanno commemorato nel 2015 i cento anni della loro presenza in città), le associazioni sportive San Giorgio (calcio, volley, bocce), l’Azione Cattolica, l’Oratorio, il Collegio S.Giuseppe, la Filodrammatica, il Cinema Lux, la spiaggia S. Giuseppe alla Marina; alto anche il profilo di personalità cresciute all’ombra dei Giuseppini: fra gli altri la medaglia d’oro al valor militare tenente degli alpini Alessandro Anselmi, il generale Eugenio Rambaldi, il campione di pallone elastico Franco Balestra (questi ultimi recentemente scomparsi), e Sacerdoti indimenticabili quali don Alfeo Possavino (il fondatore), don Ambrogio Ceriani (l’organizzatore), don Aldo Morini e don Pierino Alberti (trascinatori di giovani), don Pasquale Strescino.