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Bancarotta fraudolenta, il pm Zocco chiede due anni per Sgrò e Pronestì per la S. P. Costruzioni

Una storia che risale a sette anni fa

Imperia. È arrivato a conclusione il processo per bancarotta fraudolenta a carico di due sanremesi Vincenzo Sgrò e Domenico Pronesti per fatti accaduti al 2010. In quell’anno, secondo l’accusa, i due avrebbero indebitamente prelevato fondi dall’impresa di movimento terra S.P. Costruzioni Srl, poi fallita nel 2012. Pronesti era socio e Sgrò amministratore delegato. Il pm Marco Zocco ha chiesto una condanna a due anni di reclusione. Il processo andrà a sentenza a metà novembre.

Quest’ultimo venne arrestato per questioni di droga nel giugno del 2010 (poi assolto e scarcerato) e da quel giorno l’azienda iniziò un inesorabile declino culminato col fallimento.

Nelle scorse udienze entrambi gli imputati avevano rilasciato dichiarazioni spontanee al tribunale collegiale presieduto dal giudice Donatella Aschero con, a latere, Sonia Trevia e Caterina Lungaro. Il pubblico ministro a è Marco Zocco. “Ho perso tutto – ha dichiarato davanti ai giudici. Sgrò assistito dall’avvocato Luca Ritzu – scrivevo a Pronesti e anche lui in quel periodo era molto confuso”. Ha continuato l’imputato: “Oggi sono sotto processo per una situazione che non conosco. Mi hanno arrestato poi assolto anche in Cassazione. Sono passati sette anni da questa bancarotta e sono qui sotto processo per 11 mila euro, onestamente non so perché– e conclude – il mio arresto di giugno era ingiusto e lo hanno accertato anche in Cassazione”. Pronesti, difeso dall’avvocato Marco Bosio, ha spiegato il motivo di quei prelievi: “Da quando è stato arrestato il mio socio avevo prelevato dei soldi per pagare i dipendenti”.