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Sanremo, l’Universalismo di Rodolfo Viola in mostra al Casinò

Domani sabato 2 settembre 2017 alle ore 18.30 nel foyer di Porta Teatro l'inaugurazione. Le opere rimarranno esposte sino al 30 settembre

Sanremo. Domani, sabato 2 settembre, la mostra “L’universalismo “ di Rodolfo Viola, verrà presentata nell’ambito degli eventi culturali della Casa da Gioco della città dei fiori.
L’inaugurazione alle ore 18.30 nel foyer di Porta Teatro, per l’esposizione che rimarrà aperta sino al 30 settembre, tutti i giorni dalle 17.00 alle 23.00.

Si tratta di un’esposizione che ben rappresenta le implicazioni estetiche e filosofiche della sua ricerca nel manifesto universalista del quale è il primo compilatore insieme a Franco Zefffirelli, Peter Maag, Carlo Mauri e Giuseppe Marotta.

I suoi lavori sono stati ospitati in alcune delle più importanti gallerie nazionali ed internazionali, incluse in collezioni pubbliche e private. Dal 1966 espone permanentemente le sue opere in Galleria Strasburgo, nel centro di Milano, all’interno dell’omonimo passaggio pedonale che collega Via Durini a Corso Europa, progettato dall’architetto Luigi Caccia Dominioni. Portano il suo nome tre monografie a firma dei critici Andrè Verdet, Silvio Ceccato e Pierre Restany.

Rodolfo Viola è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti. La Repubblica di San Marino gli ha dedicato una serie di francobolli che riproducono tre suoi dipinti. Figura come unico artista vivente accanto a Botticelli, Guercino e Tintoretto. Le sue marine sono diventate il simbolo dell’America’s Cup, mentre un suo dipinto è scelto per la celebrazione del VI centenario della fabbrica del Duomo.

Questi sono solo alcuni degli avvenimenti che testimoniano la grande capacità espressiva dell’artista, la sua penetrazione nel mondo culturale internazionale, ottenuta con l’impegno di sessant’anni di attività sempre foriera di nuove sperimentazioni e al tempo stesso fedele alla propria personale visione dell’Arte.

Ha scritto di lui Andrè Verdet: “Rodolfo Viola va posto fra i pittori che hanno il senso del grande spazio cosmico e che ci hanno fatto percepire questo senso nell’opera che essi presentano ai nostri occhi, al nostro intelletto. A questa intuizione, del resto più o meno sviluppata secondo ciascuno, ma che tutti portiamo in noi come un angolo di patria universale…..
Raffigura veramente lo spazio come tale, disponendo la sua architettura astratta, la sua sceneggiatura di linee, forme e colori a grandi tratti, ampi ritmici e nervosi, carichi di energia.
Nella pittura di questo artista si sente la decisa volontà di affermare una presenza primordiale, una dimensione universale nella scala dell’infinito che racchiude le origini stesse: lo spazio della creazione, coi suoi astri visibili o invisibili, reali o immaginari, il suo aspetto fisico o mitologico, le sue correnti sature di elettricità ad alto voltaggio o i suoi venti costellati di simbolo.”

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