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Regione Liguria, 4,3 milioni di euro per la realizzazione di nuovi poli per l’infanzia

I comuni interessati, anche in forma associata, possono presentare alla regione Liguria, entro il 21 novembre, una manifestazione di interesse con indicato l’area dove realizzare la nuova scuola

Genova. Sono stati stanziati quattro milioni di euro per la realizzazione di tre nuovi poli per l’infanzia (asili nido, scuole materne per bimbi di età tra 3 mesi e sei anni) sul territorio ligure. Lo ha deciso la giunta regionale su proposta degli assessori all’Urbanistica Marco Scajola, ai servizi sociali Sonia Viale e all’Istruzione Ilaria Cavo. Le risorse messe a disposizione da Inail nell’ambito di uno stanziamento nazionale di 150 milioni di euro, saranno destinate a finanziare i costi di costruzione di nuovi poli per l’infanzia su aree messe a disposizione dagli Enti locali che si faranno carico degli aspetti della progettazione, della manutenzione e degli arredi. La Giunta regionale ha già deciso di individuare tre aree dove collocare i nuovi poli per l’infanzia: nel Ponente ligure, nel Genovesato e nel Levante. In questa fase i Comuni interessati, anche in forma associata, possono presentare alla Regione Liguria, entro il 21 novembre 2017, una manifestazione di interesse con indicato l’area dove realizzare la nuova scuola, l’ampiezza del bacino territoriale e la disponibilità del trasporto scolastico, ma soprattutto un progetto didattico connesso alla costituzione del polo per l’infanzia.

Si tratta di un progetto innovativo – ha specificato l’assessore Scajola – in quanto andremo a costituire dei poli che gestiranno congiuntamente i servizi per il nido e la materna che prima erano realizzati in modo separato. Chiediamo ai Comuni di presentare proposte, anche aggregandosi per aree territoriali, per garantire la nascita di strutture che siano sempre più utili per le famiglie, realizzando così scuole non solo sicure, ma anche con programmi fortemente innovativi”. In questa fase Regione Liguria riceverà le manifestazioni di interesse da parte dei Comuni, gli interventi selezionati saranno comunicati al Ministero dell’Università e della Ricerca per una fase successiva prevista dalla legge che porterà a un concorso di idee dove una commissione nazionale di esperti valuterà le proposte individuate dalle regioni.

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