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Ospedaletti, sarà espulso dall’Italia Mohamed Slim: il tunisino che aveva provato a rubare negli alloggi della caserma

Il giovane straniero ha chiesto il patrocinio da parte dello Stato: starà in un centro di accoglienza in attesa dell'espulsione

Ospedaletti. Due anni senza condizionale sostituita con l’immediata espulsione: è questa la pena per il sedicente tunisino 23enne Mohamed Slim (ma questo potrebbe essere uno dei tanti alias utilizzati dal giovane), che insieme ad altri due uomini aveva tentato un furto nella caserma dei carabinieri di Ospedaletti e che oggi è tornato in aula. L’uomo è ora affidato alla Questura che si attiverà per mandarlo ad un centro di accoglienza in attesa dell’espulsione dall’Italia che non sarà immediata: resta da verificare, infatti, la vera identità dell’uomo che fino ad ora ha fornito diversi alias, per cui non è nemmeno certo che sia davvero tunisino.
L’uomo, seppur clandestino, ha richiesto il gratuito patrocinio di Stato, per non pagare le spese legali.

Difeso dall’avvocato Mario Leone, all’extracomunitario irregolare in Italia il pm Alessandro Bogliolo e il giudice monocratico Donatella Aschero hanno anche chiesto, invano, di fare i nomi degli altri due stranieri scappati subito dopo il tentativo di furto: in cambio avrebbe potuto patteggiare la pena. “Li conosco a malapena”, ha replicato il 23enne, “E sono andati in Francia”.

La ricostruzione. “Ho sbagliato strada, volevo andare in Francia”: con queste parole, Mohamed Slim si era difeso in aula, davanti al giudice Aschero chiamato ad esprimersi nel rito direttissimo a carico del tunisino, imputato del reato di tentato furto aggravato, resistenza e violenza. Un episodio come tanti, se non fosse che il nordafricano, insieme a due conoscenti, ha tentato di rubare all’interno degli alloggi presenti nella caserma dei carabinieri.
Stando a quanto ricostruito dai militari, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso i movimenti dei ladruncoli, tre uomini, tutti stranieri, hanno superato il limite invalicabile che impone l’alt ai civili, raggiungendo il piano degli alloggi all’interno della caserma. Una volta dentro hanno tentato di sfondare alcune porte: una era blindata, per cui i malviventi non sono riusciti ad aprirla, anche se i segni di effrazione sono evidenti. I tre hanno poi provato con una seconda porta, riuscendo ad aprirla ed impossessandosi di una cassetta contenente un trapano. Dopo averla presa, però, i tre provetti “Lupin” hanno deciso di abbandonarla sempre all’interno della caserma, dove nel frattempo stavano arrivando i militari.
E’ stato un appuntato che aveva appena parcheggiato l’auto di servizio nel cortile dell’edificio ad accorgersi della presenza di estranei. Trovandoseli davanti sulle scale, il militare ha intimato l’alt ma a quel punto è stato minacciato da uno dei tre che aveva in mano un bastone di legno con un chiodo su una estremità. Due dei tre ladri si sono così allontanati, mentre il carabiniere è riuscito a fermare il terzo: Mohamed Slim.

Il tunisino, più volte fermato dai carabinieri nei giorni precedenti al fatto, ha dichiarato di essersi sbagliato e di voler in realtà salire sulla corriera per poi raggiungere la Francia, dove vive suo fratello.  Una versione, questa, che non ha convinto nessuno.

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