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Luca Croce e Davide De Bonis non rispondono al giudice, restano in carcere a Imperia

Un'indagine scattata l'anno scorso e sfociata con il fermo dei due coetanei venerdì scorso

Imperia. Interrogati dal gip per la convalida dell’arresto Davide De Bonis, 24anni e Luca Croce 26 anni hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere al giudice Paolo Luppi che ha convalidato la custodia cautelare in carcere.

L’arresto dei due giovani è frutto di un’attività investigativa svolta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Imperia che hanno inferto un duro colpo al bullismo in città.

Le indagini avevano preso le mosse in seguito ad un furto ed un tentato furto in abitazione, commesso da un giovane, costretto dai due arrestati sotto la minaccia di un’arma. Inizialmente i due indagati sono stati denunciati, ma le indagini sono proseguite per appurare se questo fosse stato un caso isolato o solo un tassello di un più intrecciato puzzle.

Si è così scoperto che il ragazzo è stato di fatto sequestrato e costretto a commettere furti a casa di parenti per poi consegnare i soldi ai due aguzzini, i quali gli fornivano inoltre sostanze stupefacenti. da questo fatto si e’ quindi ricostruito e smantellato un mercato di droga che vedeva coinvolti numerosi giovani anche minorenni, i quali poi sono stati minacciati e talvolta picchiati a scopo intimidatorio.

Più volte le forze dell’ordine sono dovute intervenire in quelli che in un primo momento sembravano semplici liti tra giovani, ma in seguito si possono definire come veri e propri atti di bullismo messi in atto dai due, in concorso con altri, la cui posizione è tutt’ora al vaglio della magistratura imperiese.

Il pubblico ministero titolare dell’indagine Antonella Politi, data la gravità di tutti gli atti commessi, ha inteso approfondire ogni singolo aspetto della vicenda e nei 3 mesi d’indagine, in stretta collaborazione con i carabinieri, ha potuto costruire un quadro probatorio importante, che ha portato alla richiesta di emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere accolta poi dal gip.

La misura cautelare è stata confermata stante il pericolo di reiterazione dei reati e l’intimidazione dei testimoni. I reati contestati sono dei più gravi e vanno dal sequestro di persona allo spaccio di sostanze stupefacenti, dal furto in abitazione all’estorsione, alla detenzione illecita di armi e munizioni nonchè di lesioni personali e percosse. I carabinieri con i due arresti effettuati hanno fermato e inferto un duro colpo ad una baby gang che da tempo agiva indisturbata in città.

 

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