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La storia di Bianchin e Margherita e la loro vita all’Asineria del Ciapà

Bianchin è nata a Torino e ha vissuto la sua infanzia in periferia, a due passi dalla Fiat Mirafiori

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Cervo. Bianchin è nata a Torino e ha vissuto la sua infanzia in periferia, a due passi dalla Fiat Mirafiori. A 20 anni si è stabilita in Liguria e ha insegnato nella Scuola dell’Infanzia a Cervo per molti anni.

Con Cervo è stato un amore a prima vista e presto ha capito di essere stata colpita dalla freccia di Cupido, che le aveva donato la fortuna di vivere e insegnare in un paese incantevole. Cervo le ha ricambiato il suo amore ed insieme lo hanno riversato e trasmesso, tramite il suo lavoro, ai bambini della Scuola dell’Infanzia. Sono stati anni di soddisfazioni non solo professionali. Passa il tempo e la felicità prosegue con l’andata in pensione grazie al dono delle colleghe dell’Istituto Comprensivo di Diano Marina. Difatti conoscendo la sua passione per gli asini le regalano un’asina dal nome Margherita. Una passione nata nel vederli passare vicino al suo giardino e poi esplosa qualche anno fa a S.Bartolomeo al Mare alla Fiera della Rovere, dove ha portato i suoi bambini nell’area dedicata alla fattoria didattica. Ha quindi, grazie all’Associazione dell’Endas, frequentato corsi di onodidattica, onoterapia e di conduttore someggiato. Oggi grazie a Margherita, all’Associazione dell’Endas, alla Cooperativa dell’Arca che gestisce il Museo etnografico del Ponente Ligure, al Comune di Cervo, Bianchin ha realizzato il Progetto: ”Quando a Cervo c’erano gli asini”.

È nata l’Asineria del Ciapà ai piedi dell’omonimo Parco Comunale, in zona detta Luvo, situato vicino al centro storico di Cervo uno dei Borghi più Belli d’Italia, Borgo incantevole figlio di contadini e naviganti. L’Asineria del Ciapà è una attività e una mission che permette ad adulti e bambini di conoscere e riscoprire questi teneri e tenaci animali. Il programma, inoltre, prevede delle passeggiate “a passo d’asino”per condividere con lentezza le bellezze della flora, nonché il panorama del Golfo Dianese, da questo terrazzo smeraldo del Parco Comunale del Ciapà.

Senza l’asino le nostre sponde aborigene e quelle mediterranee, non avrebbero sviluppato lo splendore, che oggi rappresenta un incantevole patrimonio naturale. Un tempo questo affidabile compagno contribuiva a trasportare merci, tracciare sentieri, far girare le macine dei frantoi, lavorare gli uliveti, i campi e le colline. Nel tempo libero era compagno di giochi fantasiosi dei nostri nonni.

A Cervo molte famiglie possedevano “l’ase”, così chiamato in lingua dialettale. Esistono ancora testimonianze sui muri del centro storico, nel museo etnografico e nella memoria fotografica, raccolta nelle due pubblicazioni “Cervo Ieri” dall’associazione Cumpagnia du Servu. Grazie a Margherita Bianchin ha trasformato un sogno in realtà e ha rafforzato il suo legame d’amore per Cervo, il suo Parco, i bambini, le comitive. Bianchin può davvero con sorriso pieno di gioia affermare: “Ecco come sono diventata asinara!”

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