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Imperia, ginecologo accusato di abusi sessuali sulle pazienti: in aula sfilano i testimoni

Il processo vede la costituzione di parte civile delle presunte vittime delle “attenzioni” del medico

Imperia. Entra nel vivo il processo a carico di Luca Nicoletti, il ginecologo accusato di abusi sessuali nei confronti di alcune sue clienti. A dicembre dello scorso anno, davanti al collegio, presieduto dal giudice Donatella Aschero, il pubblico ministero Antonella Politi aveva iniziato l’istruttoria senza fare ricorso ad eccezioni preliminari. Il processo è a porte chiuse.

Il processo vede la costituzione di parte civile delle sette presunte vittime delle “attenzioni” del medico attraverso gli avvocati Tito Schivo, Michele Ferrari e Grazia Piacentino. Domani è prevista una prima sfilata di testimoni a cominciare dagli agenti di polizia che avevano indagato per conto della magistratura. Durante il dibattimento sarà ascoltato anche  l’imputato su richiesta del suo legale. Il dottor Nicoletti è accusato di violenza sessuale aggravata. Secondo le indagini, il medico avrebbe abusato di due pazienti durante visite ospedaliere: una ha 16 anni, l’altra 23 ed era alle ventesima settimana di gravidanza.

Le indagini che portarono all’arresto del medico, difeso dagli avvocati Simone ed Andrea Vernazza, erano scattate dopo la denuncia delle due vittime. Era il 25 febbraio 2015. In sua difesa, dopo l’arresto e oltre un anno e mezzo di detenzione ai domiciliari e in seguito con l’obbligo di firma, si erano mobilitate decine di sue pazienti che non credono alla sua colpevolezza. Nel frattempo il medico  è tornato in servizio presso l’Asl. Il suo reintegro sarebbe avvenuto per evitare che, in caso di eventuale assoluzione, dopo i tre gradi di giudizio, l’azienda sanitaria debba risarcire il medico per i mancati guadagni accumulati negli anni. Non appena la notizia del reintegro aveva iniziato a circolare sui social erano stati inviati messaggi di felicità per il ritorno in servizio.

 

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