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Guerra dei rifiuti Diano Marina trascina sette Comuni davanti al Tar

L’Ato sarà obbligatorio dal 2020. Chi non aderisce rischia il commissariamento

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Diano Marina. Diano Marina dichiara guerra ad Andora e ai sei comuni del bacino Andorese e Dianese. Insieme stanno portando avanti il progetto di gestione associata del servizio smaltimento rifiuti, sul territorio dell’Ato delineato dalla Provincia di Imperia, che accoglie anche i comuni di  Stellanello e Testico.  Tutti gli enti sono stati trascinati davanti al Tar tanto che oggi è in programma l’udienza per la sospensiva. A difendere in giudizio, davanti al Tar,  Andora sarà il professor Lorenzo Cuocolo.

Il Comune del Golfo Dianese ha chiesto al Tar l’annullamento del verbale approvato dalla Conferenza dei Sindaci del 23 giugno scorso per la scelta della gara ad evidenza pubblica per l’individuazione del futuro gestore del servizio di raccolta rifiuti. Chiesto anche l’annullamento, previa sospensione, della nota della Provincia di Imperia dello scorso 7 agosto con cui sollecitava i Comuni a riunirsi per decidere sul progetto definitivo del servizio che è poi stato approvato dalla Conferenza dei sindaci, il 4 settembre scorso. Sette i Comuni favorevoli, due astenuti.

L’Ato sarà obbligatorio dal 2020. Chi non aderisce rischia il commissariamento. La modalità ordinaria di affidamento, prevista dalla normativa, è la gara. Diano Marina preferirebbe una gestione in house, ma non ha trovato tutti i comuni d’accordo, condizione questa necessaria per realizzarla. Dall’altra figura appunto il Comune di Andora. «Andora Comune capofila, era alla base degli accordi che ha firmato nel 2016, visto che è stata la Provincia di Imperia a chiedere a questa Amministrazione di accogliere i comuni del bacino Dianese di cui Andora farà parte. Nella convenzione non c’è mai stato scritto che Andora ha un diritto di veto», spiega il sindaco di Andora Mauro Demichelis. Ancora il sindaco andorese: «Andora ha messo a disposizione la competenza dei propri uffici, risorse e seguito le procedure previste dalla normativa. Tempo se ne è perso fin troppo: già ad agosto, ho chiesto ufficialmente  alla Provincia, di autorizzare il mio Comune a bandire una gara in autonomia».

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