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Guerra dei rifiuti Diano Marina-Andora, il Tar “boccia” il ricorso dell’amministrazione Chiappori

Demichelis: "Il Tar ha analizzato lucidamente la situazione"; Chiappori: "Io non cambio idea"

Diano Marina.  Doccia fredda per il Comune di Diano Marina sulla cosiddetta “guerra dei rifiuti”. Il  Tar, presieduto da Giuseppe Daniele, ha respinto la richiesta di sospensiva proposta dall’amministrazione Chiappori, accogliendo integralmente  la  tesi difensiva del Comune di Andora, capofila del gruppo di enti di cui fanno parte Cervo, San Bartolomeo al Mare, Stellanello, Testico, Cesio e Chiusanico che  vogliono realizzare congiuntamente la gestione del Servizio di raccolta e trasporto rifiuti del bacino Andorese e Dianese. Secondo il Tar “le esigenze cautelari allegate dalla parte ricorrente, genericamente riferite alla “possibilità di raccogliere dati utili” per “una seria e concreta progettazione di Bacino”, risultano palesemente recessive rispetto all’obiettivo di rimediare quanto prima, mediante l’espletamento di una procedura concorrenziale, alla situazione di grave anomalia determinatasi nei Comuni che hanno da tempo prorogato l’affidamento del servizio di igiene ambientale mediante ordinanze contingibili e urgenti”. Da sottolineare tra l’altro che il 4 settembre scorso gli enti contrari alla decisione di Diano hanno già approvato il “progetto del servizio” per poter indire la gara come stabilito dalla normativa.  Soddisfatto il sindaco di Andora Mauro Demichelis per la sentenza appena emessa: Ora torni al centro l’esigenza dei cittadini di avere subito un moderno servizio di raccolta e trasporto rifiuti, che potenzi anche la differenziata. Il Tar ha analizzato lucidamente la situazione, sottolineando come sia prevalente su tutto l’interesse generale di indire una gara di appalto per quei Comuni che hanno rinnovato i vecchi servizi con ordinanze sindacali. E’ stato ben compreso il lavoro fatto finora da Andora e dai sei  sindaci  che vogliono portare avanti il progetto di gestione condivisa del servizio. Ora la Provincia di Imperia decida: o ci lascia liberi di indire la gara in autonomia o faccia i dovuti passi per chiudere una vicenda che rischia di ledere i legittimi interessi dei cittadini”.

Il sindaco Giacomo Chiappori la pensa diversamente: “Il Tar fa giustamente la sua parte e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. I sindaci erano d’accordo ad una soluzione in house e poi hanno cambiato idea, scegliendo per una gara di appalto. Per noi non è una idea valida. Io non cambio idea, proprio per l’interesse dei cittadini, visto quello che accade con ditte private. Contrariamente a quanto detto da due sindaci, la società in house non è uno “stipendificio”. Basta non farla diventare. Abbiamo sottoscritto quote di Ata  Savona per garantirci di arrivare al 2021. Lo hanno fatto anche altri comuni del Dianese come Castello, Arentino e Villa Faraldi. Ci domandiamo cosa faranno Cesio e Chiusanico. Diano ritiene di fare il bene dei cittadini con una società propria e non con privati”. Una strada che il Comune può percorrere è quella di presentare ricorso al Consiglio di Stato.

Leggi qui la sentenza 20170928101201

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