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Ex assessore di Diano sotto processo per abuso, il segretario Germanotta:”Le criticità d’estate erano una costante”

Chiamati a testimoniare in aula davanti al collegio presieduto da Donatella Aschero commercianti, ma anche privati cittadini p

Diano Marina. Sotto processo ci è finito Bruno Manitta, ex assessore ora consigliere comunale di maggioranza, sempre al fianco di Chiappori. E’ accusato di peculato, abuso d’ufficio e falso. Ma a finire sul banco degli imputati ci sono anche tre operai: Riccardo Pizzorno, Fabio Tallone e Alberto Calcagno. Devono rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dell’amministrazione comunale. Secondo l’accusa gli operai, su disposizione dell’ex assessore, avrebbero effettuato interventi a favore di privati in orario di lavoro. Le indagini erano state effettuate dalla squadra mobile di Imperia.

Questa mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Donatella Aschero ha testimoniato tra gli altri In aula ha testimoniato Antonino Germanotta, segretario comunale fino al 2016. “Ricordo che nel 2011 le criticità legate alle fognature erano note. Si accentuavano durante l’estate e quindi durante le feste. La squadra a disposizione era costituita falegnami, elettricisti e cantoniere. Gli operai avevano a disposizione motocarri, escavatori e un camion adibito allo spurgo. Non eisteva un servizio di reperibilità. Intervenivano anche in casi di emergenza. In caso di chiusura del Comune chiamavano raramente me, ma sicuramente il sindaco e Manitta. Ricordo una volta di essere stato svegliato nel cuore della notte dai pompieri per una emergenza. Era presente il dirigente del settore sesto, ma terminando il suo turno alle 14 il sindaco chiamava me e quindi si provvedeva in altro modo anche perchè d’estate c’era bisogno di avere una reperibilità h24″.

Il processo, iniziato nei mesi scorsi in tribunala a Imperia, ha visto sfilare anche testimoni eccellenti come il sindaco Giacomo Chiappori. “La nostra è una cittadina turistica e d’estate c’erano problemi che avevano bisogno di essere risolti con urgenza. Manitta chiamava per blocchi temporanei alla fognatura e all’acquedotto. Lo chiamavano anche i carabinieri per interruzioni improvvise e quindi siamo intervenuti con urgenza talvolta le condotte erano ostruite o rotte. Eravamo sollecitati dai cittadini e dai turisti. Ora ci pensa Rivieracqua”.

E Manitta, parlando col cronista di Riviera24, si era confidato: “Io non ho mai preso soldi. La verità è che ce li ho rimessi. Andavo anche di notte col mio camion a liberare strade da alberi pericolanti, sistemato anche strade a rischio perché l’asfalto era ricoperto da sostanze oleose. Che cosa altro dovevo fare?Lasciar andare una città in malora?Ora sono qui, sotto processo, solo per aver fatto il mio dovere con senso di responsabilità”. In aula hanno testimoniato anche commercianti e privati cittadini. “Né Manitta né gli operai del Comune avevano voluto nulla. Manco un bicchiere d’acqua. Ero io ad aver dato loro una mancia”, ha raccontato una teste.

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