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Buona la prima uscita per l’Union Riviera Rugby contro il Biella

Gran finale con il terzo tempo e la riunione conviviale in Club House

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Imperia. Sabato ultimo scorso, alle 19, il rinnovato parco giocatori della Union Riviera Rugby ha goduto del battesimo del fuoco (perché giocare è un piacere) in un’accesa amichevole con il Biella Rugby.

I lanieri sono scesi in Liguria in forze, con una parte del gruppo impegnato a Genova con il CUS, squadra di serie A, senza demeritare. L’altro gruppo, composto di giovani così come di elementi esperti, si fa la sua gita consapevole in Riviera, come la precedente stagione. Biella è, a suo modo, un modello da seguire e gli scambi tra le società ligure e piemontese sono forieri di sviluppi nel tempo.

Il progetto di franchigia provinciale Union Riviera Rugby sembra segnare il passo quest’anno, anche se a livello giovanile si stanno affinando le collaborazioni tra Imperia, San Remo e Vallecrosia. L’emorragia di giocatori ponentini verso i comodi lidi monegaschi non impedisce il ritorno di qualche “mostro sacro” che ha scritto la storia del rugby ponentino: Pozzati, Semeria, De Masi. Gente che ora ha famiglia, che ha studi professionali, che è rugbista vero e non solo “giocatore di rugby”.

La Union si presenta con un carico di lavoro atletico nelle gambe non da poco e con ovvie defezioni, soprattutto tra i tre quarti, per motivi più che legittimi, almeno un battesimo è complice, ma si confida che oltre alla nuova infermeria e alla nuova palestra gli spazi sociali potrebbero avere anche una cappella per questo genere di eventi. Il veterano giocatore padre don Klaus Warns sarebbe già pronto ad officiare.

Venendo alla partita, si lavora su tre tempi di venti minuti, agli ordini del signor Luigi Ardoino, presidente di Imperia Rugby, ma anche arbitro di rare capacità. I minuti iniziali sono interpretati con grande piglio dai locali: Barbotto apre le acque come suo solito. Alzerà bandiera bianca solo al 38esimo. Si notano subito due dati: la gamba è ancora sotto preparazione e il sostegno ritarda un po’. Peraltro si intende giocare alla mano e le persone per farlo ci sono. Non si logora la mischia, che ha in Franzi un leader onesto, in Barbotto la sicurezza, in Moschetta il nuovo che avanza.

Il piano di gioco non prevede azioni scriteriate. Un tentativo di drop abortito non piace alla panchina, che ulula. Qui ci sono i tecnici Pallini e Castaldo, con quest’ultimo in veste di giocatore illuminante quando serve e di chioccia per i numerosi under 18 pronti al grande salto. Pallini, che ha un riconoscimento di allenatore di II livello, cosa non facile, smuove il personale delicato aplomb allo scopo di ringhiare ordini. E la nave va, direbbe Fellini. Le mete di Gandolfo, ala di lungo corso, giunto al rugby tardi e per passione, ma sempre utile quando serve o di Trucco, sono mete delle ali. La cosa fa capire che la palla gli arriva, pulita, la trasmissione è buona e così l’insidia per gli avversari si moltiplica. Anche Delbecchi, da centro, segna e così Barbotto. Ma per lui è abitudine.

I dati positivi sono legati al ritmo partita, che è stato alto e che ha permesso di essere vicini ai tempi del campionato. Nel finale ci sono stati molti cambi e quindi maggiore difficoltà di lavorare sul piano di gioco. Alcuni giovani corsari hanno rafforzato Biella creando continuità di gioco, ma piace ricordare che un esile under 18, figura comunque in crescita, quale è Braccini, è andato in meta.

Estremo naturale, studioso di poche parole e di apparizione improvvise molto britanniche, un gioco un po’ alla Mike Brown quando slalomeggia imprendibile. Anche lui è un futuro presente. E ora sotto con gli allenamenti, il problem solving e lo studio degli errori, perché se la Union ha messo cinque mete, Biella ne ha messo quattro. In ogni caso gran finale con il terzo tempo e la riunione conviviale in Club House dove Giorgio e Mauro hanno preparato le consuete leccornie. Da segnalare un pubblico notevole: il rugby ad Imperia è una realtà importante, è il caso che qualcuno se ne accorga.

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