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A 140 km orari sull’Autofiori, Polstrada denuncia autista pericoloso

Nei guai per attentato alla sicurezza dei trasporti e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro

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Imperia. Da Madrid a Milano. Una corsa col piede schiacciato sull’acceleratore ad una velocità di 140 chilometri orari per fare più viaggi e non perdere lo stipendio e, anzi, guadagnare di più. E’ il racconto choc che un autista di nazionalità bulgara ha fatto agli agenti della polizia stradale di Imperia Ovest fermato sull’A10 a Ceriale. Si è scoperto che l’autista aveva manomesso il limitatore di velocità attraverso la sospensione a comando del dispositivo che impedisce al camion di superare i 90 chilometri all’ora. Il viaggio folle del conducente del Tir si è concluso in Riviera dopo che alcuni automobilisti l’avevano segnalato già all’altezza di Andora. Percorreva l’A10 ad una velocità pericolosa senza peraltro tenere conto del carico trasportato (440 quintali di merce). L’autista è stato denunciato alla magistratura savonese dalla polizia stradale per i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

La polizia stradale sottolinea che in questi ultimi tempi è notevolmente cresciuto il numero dei conducenti che viaggiano senza rispettare i tempi di guida e riposo ed a velocità proibitive con veicoli composti e con masse di 440 quintali. I conducenti sono spesso costretti a viaggiare nella completa irregolarità con velate minacce di ritorsione da parte dei titolari delle ditte di autotrasporto i quali, in caso di opposizione da parte degli autisti, li inducono a cercarsi un altro posto di lavoro abbassandogli lo stipendio.

Queste irregolarità, oltre a creare un grave e costante pericolo per l’incolumità degli autisti, genera pericolo anche per l’intera utenza della strada.
Negli ultimi tempi anche sul territorio autostradale ligure, si sono verificati incidenti stradali che hanno visto protagonisti i veicoli pesanti che per fortuna non si sono trasformati in tragedia, ma che hanno causato danno alle persone e gravato sull’economia del Paese.

Spesso la responsabilità dei datori di lavoro, è diretta, in considerazione del fatto che il veicolo viene considerato luogo di lavoro. Inoltre, il datore di lavoro, con l’imposizione dell’utilizzo di questo tipo di artifizio ed usufruendo di manodopera straniera, a basso costo, esercita una concorrenza sleale nei confronti degli altri iscritti all’albo, riuscendo a praticare prezzi inferiori rispetto a chi osserva in toto le normative vigenti.

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