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70 anni fa la cessione di Briga e Tenda alla Francia, nei ricordi di un ventenne dell’epoca foto

Il 90enne professor Antonio Lanteri di Realdo brigasco Doc ricorda l'occupazione francese, le conseguenze del "rattachement" e chi è rimasto fedele all'Italia

Briga Marittima. Sono stati compiuti da qualche giorno i 70 anni che sanciscono la perdita o il ritorno di Briga Marittima e Tenda alla Francia, un pezzo di Val Roya sabauda da sempre strategico, terra di confine, di montagna ricca di storia. E di persone che sono state testimoni di un cambiamento importante. Per ricordare questo anniversario l’abbiamo fatto insieme a Antonio Lanteri di Realdo, laurea in psicologia e lettere, prima maestro a Bajardo poi professore, una moglie conosciuta ad Alba, fondatore de “A Vastera” e brigasco nell’anima. Aveva 20 anni, ora è un arzillo 90enne, quando i reparti algerini dell’esercito francese avevano occupato Realdo, quel borgo arroccato su una roccia, confine prima del Regno di Sardegna con la Repubblica di Genova, poi tra Italia e Francia.

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Realdo da sempre Piemontese era stata da poco strappata a Briga Marittima suo capoluogo, per finire con i “genovesi” di Triora mentre Briga, dove sono ancora oggi evidenti le tracce italiane (vedi foto) passava alla Francia per via del Trattato di Parigi, dove l’Italia pagava pesantemente il debito della sconfitta con gli Alleati, dopo la disastrosa Seconda Guerra Mondiale che aveva messo in ginocchio mezzo mondo.

Lanteri era lì e ha ricordato chi era rimasto e chi era partito. “Da noi i brigaschi lavoravano su Nizza e non hanno risentito molto, mentre i pastori della Val Tanaro non si sono neanche posti il problema, hanno scelto di essere italiani. Da noi c’era una comunità pastorale legata all’Italia ma altrettanti brigaschi lavoravano come stagionali negli alberghi della Costa Azzurra ed erano molto legati alla Francia. Realdo – prosegue Lanteri -, è stata la frazione più tormentata, a Briga diverse lotte, non è stata una situazione facile all’epoca perchè i realdesi non volevano andare con Triora”.

Terre di confine, luoghi strategici a livello militare, erano i tempi della guerra fredda ma da quei luoghi sono pochi coloro che sono andati via e non sarebbe stato così traumatico, il cambio di bandiera, come avvenne invece in Istria e Dalmazia, con un vero e proprio esodo. “Non si può parlare di esodo – ha detto Lanteri – c’è stata qualche famiglia di Briga che è emigrata a Cuneo. Da Realdo alcuni sono andati a Briga per diventare francesi”.

Un’emigrazione diversa da quella di oggi che continuiamo a vedere a Ventimiglia, in un altro confine, da un continente all’altro. Ma quanti italiani hanno accettato di diventare francesi? “Non fu un’adesione massima ma ha avuto un’influenza notevole. A Nizza prima della guerra era nato un comitato per il “rattachement“, il ricongiungimento alla Francia o meglio a quelle terre della Contea di Nizza pre 1860. Briga e Tenda – prosegue il prof – erano riserva di caccia di re Vittorio Emanuele II e rimasero all’Italia ma poi i francesi a guerra vinta sono tornati alla carica con il “rattachement“. A Realdo invece le lotte interne tra filo-italiani e filo-francesi fecero perdere l’opportunità di essere comune capoluogo al posto dell’odierna Briga Alta”.

Anni di trattative, durate 7 anni dopo la firma del trattato, con un “arbitro” svizzero inviato dalle Nazioni Unite per sistemare in qualche modo questi confini. Ma Antonio Lanteri che si è stabilito a Sanremo ha sempre Realdo nel cuore: “Tutti gli anni vado a Realdo, le mie radici sono i “brichi”, luogo al quale anche i miei figli sono legati”.

- Valli Superiori della Tinea, della Vesubie e della Roja. Il confine lascerà il tracciato attuale a Colla Longa, seguirà lo spartiacque passando per il Monte Clapier, il Colle di Tenda, il Monte Marguareis, da cui discenderà verso mezzogiomo passando dal Monte Saccarello, Monte Vacchi, Monte Pietravecchia, Monte Lega, per raggiungere un punto a circa 100 metri dal confine attuale, presso la Colla Pegairolle, a circa 5 chilometri a nord-est di Breil; di lì proseguirà in direzione di sud-ovest e si ricongiungerà con il confine ora esistente a circa 100 metri a sud-ovest dal Monte Mergo.

- L’Italia cede, mediante il presente Trattato, in piena sovranità alla Francia il territorio già italiano situato sul versante francese del confine franco-italiano, quale è stato definito all’articolo

- Territorio di Tenda-Briga. Affinché l’Italia non debba soffrire alcuna diminuzione nelle forniture di energia elettrica che essa traeva da sorgenti esistenti nel territorio di Tenda-Briga prima della cessione di tale territorio alla Francia, quest’ultima darà all’Italia, in forza di un accordo bilaterale, le garanzie tecniche stabilite all’Allegato III

Dal Trattato di Pace di Parigi, entrata in vigore in Italia: 15 settembre 1947

 

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