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Yacht di lusso, area sportiva e tunnel sotterraneo: il volto che potrà assumere il porto vecchio di Sanremo entro il 2021 foto

Mediante project financing, la neonata Porto di Sanremo Srl ha presentato in Comune un piano di riqualificazione del sito

Sanremo. Ci sarà una zona sportiva, un’altra dedicata al mercato del pesce e poi pontili, banchine per yacht di lusso senza dimenticare il tunnel sotterraneo che dall’angolo fra via Nino Bixio e via Gioberti si raccorderà al sottopasso delle poste così da valorizzare il lungomare e creare una vasta area pedonale che si connetterà direttamente e visivamente al centro città. E’ questa l’immagine che potrebbe assumere il porto vecchio di Sanremo da qui al 2021, almeno secondo il Progetto di fattibilità tecnica ed economica di riqualificazione del sito presentato questa mattina in Comune dalla neonata società Porto di Sanremo Srl mediante project financing.

Infrastruttura pubblica, l’approdo storico della città dei fiori per rinascere potrà dunque essere finanziato da un gruppo privato la cui opera, in cambio della concessione, non dovrà versare oneri alle casse di Palazzo Bellevue. La società, che riunisce gli imprenditori Paolo Vitello con i Cantieri Azimut e, nelle vesti di presidente, Walter Lagorio con i Cantieri Aregai, recupererà i propri capitali attraverso il flusso di denaro che, una volta entrata in gestione, verrà generato dall’infrastruttura stessa a cominciare dalla riscossione di affitti. Il progetto è stato affidato all’architetto sanremese Marco Calvi e prevede un investimento complessivo di 41,8 milioni di euro.

Al momento si tratta comunque di una mera proposta, la quale dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale, dovrà ricevere il riconoscimento di interesse pubblico e poi culminare in un bando di gara, prima di entrare in essere, come spiega il presidente Lagorio: “Il progetto di finanza è una nuova procedura amministrativa che consente attraverso il conferimento di soldi da parte di privati, di realizzare quelle opere che oggi i Comuni, le Regioni e lo Stato stesso hanno difficoltà ad eseguire per mancanza di fondi. Questo strumento avvia un iter dove la proposta di progetto deve prima acquisire l’identificazione di interesse e successivamente essere oggetto di un dialogo politico e tecnico. In particolare, è significativa la questione del dialogo quindi dibattuto politico che coinvolge il Comune, i privati attualmente attivi sulla zona interessata – in questo caso, ad esempio, i gestori dei bar del porto – e i cittadini stessi. Terminata questa fase, in cui la proposta potrà essere soggetta a cambiamenti, verrà indetta una gara pubblica dietro la quale sarà concesso l’appalto. Molto probabilmente, nel caso in cui il nostro progetto sarà accolto, questa si terrà fra un anno o un anno e mezzo. Dopodiché i lavori di riqualificazione del porto avranno inizio”.

Ma cosa prevede il progetto? “Il progetto riorganizza il bacino acqueo esterno ed interno del porto vecchio di Sanremo che oggi è utilizzato in maniera disordinata – spiega l’architetto Calvi che è stato affiancato dal collega Ceschi –. Razionalizzando il piano ormeggi, la proposta ha individuato diverse aree che ne ricreeranno l’assetto in maniera funzionale a vantaggio di imbarcazioni, operatori e cittadini stessi. Ampia parte è stata infatti dedicata a un piano di riqualificazione dell’area a terra”. Nel dettaglio:

riorganizzazione area a mare (esterna ed interna): dietro un’opera di ripascimento della diga, di dragaggio dei fondali, banchinamento e riempimento di aree prive di strutture fisse,  nella zona di Santa Tecla, il progetto prevede la creazione di un mercato del pesce, magazzini a terra, aree di manovre e dedicate alla pesca professionale, un Circolo sportivo. Nella zona Canottieri/Yacht Club, è stata pensata la creazione di un porto sportivo, la cui realizzazione porterà al rifacimento di tutte le banchine. Prevista anche un’area dedicata al lavaggio dei natanti. Nella zona centrale del porto, quindi la banchina di fronte gli attuali “baretti”, prenderà invece vita una nuova area dedicata alle imbarcazioni da di porto. La zona sarà interamente pedonalizza così da creare una grande piazza in cui passeggiare e trascorrere il proprio tempo libero. In totale dovranno nascere 90 posti barca in più rispetto gli attuali, per un totale di 470 posti di notevoli dimensioni, quindi atti ad ospitare anche grandi yacht di lusso;

riorganizzazione a terra. Il progetto prevede l’interramento di via Nino Bixio a partire dall’angolo di via Gioberti fino allo sottopasso delle poste. Un tunnel dunque lungo 350 metri che porterà a lavorare fra il San Romolo e San Francesco e che trova la sua fattibilità negli interventi di messa in sicurezza degli stessi. Eliminando la cintura di via Nino Bixio, l’area verrà completamente pedonalizzata e il cuore della città, quindi via Matteotti e piazza Bresca, sarà visivamente e direttamente connesso al porto. Inoltre, all’ingresso il tunnel si sdoppierà, allargandosi poi in un vasto parcheggio sotterraneo – collocato proprio sotto la piastra pedonalizzata – con 4 uscite pedonali e 122 posti auto. Eventuali problemi legati alla viabilità sono stai scongiurati da una società incaricata di redigere un progetto di studio del traffico la quale ha attestato che via Nino Bixio è ovviamente una delle arterie principali di Sanremo per il collegamento della zona Ovest con quella Est, ma a basso reddito a causa dei suoi frequenti ingorghi. Di conseguenza il progetto avrò ricadute vantaggiose sul benessere generale della città.

Il progetto prevede lavori la cui durata complessiva è stimata tra i 3 e i 4 anni. Nello specifico, per la riorganizzazione dell’area a mare esterna da un anno a un anno e mezzo e per interna da un anno e mezzo a due. Più complessi saranno gli interventi di riqualificazione dell’area a terra, la quale sarà suddivisa in due lotti i cui lavori dovrebbero durare da un anno a un anno e mezzo ciascuno. Si cercherà di arrecare meno disagio possibile alle attività commerciali presenti con una distesa dei lavori su due inverni e un’estate. Sulle tre aree si lavorerà contemporaneamente.

Noi crediamo – aggiunge Lagorio – che il porto vecchio di Sanremo abbia potenzialità enormi, le quali, se opportunamente sfruttate, possono portarlo ad assumere le stesse caratteristiche, ad esempio, del porto di Saint-Tropez. Ovviamente non ci saranno solamente natanti di lusso, ma, proprio come accade per il rinomato porto francese, la nuova visione del porto conserverà anche i piccoli pescherecci quasi ad elemento pittorico. A riguardo, ci tengo particolarmente all’area destinata al mercato del pesce dove mi piace immagine anche un piccolo ristorante ittico”. “Perché – conclude il presidente di Porto di Sanremo Srl – questo progetto non è nato dalla mente di un imprenditore ma dal cuore di un sanremese”.

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