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Ventimiglia, migranti: due manifestazioni contro il sistema di accoglienza in una settimana

"Siamo tutti pronti ad urlare basta"

Ventimiglia. Se per quasi tre anni i cittadini di Ventimiglia hanno sopportato silenziosamente (salvo furenti messaggi pubblicati sui social network) la presenza di numerosi migranti sul territorio della città di confine, ora sembrano essere intenzionati a scendere in piazza.

Alla manifestazione, in programma mercoledì alle 9,30, indetta dal comitato di quartiere Marina San Giuseppe – Borgo che vuole così dimostrare la sua contrarietà all’apertura di un centro per migranti in via Porta Marina, si è aggiunta una seconda manifestazione, questa volta organizzata da “i cittadini tutti” e prevista alle 13 di sabato 12 agosto nella piazza antistante al palazzo comunale. “Siamo tutti pronti ad urlare basta”, si legge nei volantini che hanno iniziato a circolare in queste ore per promuovere l’evento, “Il flusso migratorio, la mancanza di sicurezza e di igiene nella nostra città dopo oltre tre anni sono arrivati al limite. La città è stanca, l’accoglienza non esiste, l’umanità non esiste. I cittadini chiedono la restituzione della propria città”.

Se da una parte le istituzioni stanno cercando di concentrare l’accoglienza dei migranti al campo istituito dalla Prefettura al Parco Roja di Bevera, dall’altra ci sono ancora associazioni che “remano contro”, contrastando pubblicamente la decisione di spostare le famiglie presso il campo della Croce Rossa, ritenuto non idoneo per donne e bambini poiché lontano dal centro e troppo promiscuo per la stretta vicinanza con l’ala maschile della struttura.

Restano inoltre moltissimi i migranti, tra i quali anche donne e minori, che preferiscono trovare un riparo di fortuna sulle sponde del fiume Roja piuttosto che dover rilasciare le proprie generalità e impronte digitali come è previsto per poter accedere al campo istituzionale della CRI.

Per tutte queste polemiche e per il degrado presente in città, ora i residenti sembrano essere davvero arrivati all’esasperazione: dopo aver sopportato passivamente la situazione per tre anni, hanno deciso di manifestare pubblicamente tutto il loro malcontento.

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