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Ventimiglia, eurodeputata Comi si scaglia contro “gli italiani che guadagnano su emergenza migranti”

Il problema è la mancanza del "passaparola": "Non dite ai migranti di non venire proprio?"

Ventimiglia. Durante la visita dell’eurodeputato Lara Comi, vice presidente dell’European People’s Party (Yepp), si è parlato anche delle Ong, colpevoli, a detta della Comi, di fare business sui migranti “a scapito dei cittadini di Como o Ventimiglia. Vi siete mai chiesti, perché a Malta non arriva più nessuno? Perché in Italia va benne alle cooperativa e alle Ong che utilizzano questa tratta di esseri umani. Questi italiani, e lo abbiamo visto con mafia capitale, vedono più business negli immigrati che nella droga”.
E non solo, soffermandosi a parlare con una volontaria della Croix Rouge Monegasque, l’eurodeputato ha chiesto come funzionasse l’info point allestito in piazza della stazione. “Dite ai migranti di non venire più in Italia perché non ce la facciamo più?”, ha chiesto Lara Comi all’operatrice: “No, la nostra è una funzione umanitaria: noi diciamo ai migranti che arrivano con i treni che Ventimiglia offre questi servizi”, ha ribattuto la volontaria francese, spiegando che la funzione della Croix Rouge di Monaco è proprio quella di supportare il Parco Roja gestito dalla gemella italiana, accompagnando lì per mezzo di una navetta gratuita tutti i migranti che lo desiderano. Anche se la maggioranza preferisce non andare al Parco Roja per evitare il riconoscimento formale.

visita a ventimiglia europarlamentari

Da quando l’info point è stato aperto, sono circa novanta i migranti accompagnati al parco di Bevera, in quello che se per la Croce Rossa è un servizio prettamente umanitario, a detta dell’eurodeputato assomiglia di più ad una “informazione quasi turistica”.

Ad emergere dal dialogo tra il politico e la volontaria è quello che la stessa Comi definisce “il problema”: i migranti vengono accolti in Italia e una volta arrivati a Ventimiglia possono decidere se andare al Parco Roja o se preferiscono non farlo. “Noi ovviamente non possiamo obbligarli”, spiega la volontaria, “E la maggioranza in realtà non ci va”.

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