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Sant’Agata 2017: l’Università del pallonetto è ancora qui

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Domenica 30 luglio si conclude, finalmente, il torneo di pallonetto o balètta di Sant’Agata di Oneglia. Iniziato a giugno, era stato interrotto dopo la prima giornata a causa di una disgrazia che aveva colpito la Comunità. Un atto di delicatezza che contraddistingue la notevole umanità che da sempre anima la competizione e contraddistingue figure come Luca Mela ed Antonio Mela. E va detto che il torneo di Sant’Agata è la cartina al tornasole per chi gioca, per esempio a Moltedo: dal campo ove si corre e si sbraccia nel contesto portorino a quello dove ogni spigolo ti è amico o nemico.

Alla partenza c’erano 15 squadre: tante partite dunque, comprese quelle del mattino del 30 luglio. Si giunge con grande dispendio di energie ai quarti di finale. Le squadre sono anche rimaneggiate rispetto all’appuntamento di giugno, in ragione di sopravvenuti impegni di molti. Le partite sono però tutte belle e di buon livello.

In particolare emerge Matteo Martini con i compagni consueti, Calmarini e Macrì. Non è facile con Davide Somà, gradito ritorno sugli asfalti della Liguria occidentale, con i sempre efficaci fratelli Arrigo. Questo perché con le partite ai cinque, il pontedassino si porta sul 4-1, ma poi subisce la rimonta dei rivali che si portano a due giochi e tentano il colpaccio sul periodo luogo, cosa che vien rintuzzata in modo efficace. Ma la fatica c’à. Un bel vedere poi è la partita successiva, con i giovani in campo. Da un lato Jacopo Guasco, dall’altro Giulio Semeria. Una particolarità è che entrambi giocano in squadra con i rispettivi padri. Di per sé, magari, anche presenze “ingombranti”, considerando l’esperienza che si portano appresso. E commuove pensare che Filippo Guasco, con Giampiero Forte, non pochi anni fa componevano le storiche terzine di Lingueglietta. E che il testimone venga raccolto da Jacopo, il quale, anni addietro, si impegnava durante l’estate, in lunghe sessioni di gioco con il cuginetto nei caruggi del paese natio, presso la chiesa. Dall’altra parte, Giulio Semeria è già una certezza, capace di arrivare alla vittoria così come a piazzamenti d’onore. Oltretutto Giulio, assieme al padre, si avvale di Ernesto “Chicco” Giudice, altra figura di rilievo nel panorama sferistico locale. La sintesi della partita è però tutta nella calma olimpica di Jacopo, che dimostra di battere molto bene e di aver pienamente recuperato l’infortunio dell’anno scorso. E dall’altra parte c’è un crollo più psicologico che altro, tanto che Giulio e Claudio Semeria rivoluzionano, senza successo, la posizione dei giocatori in campo, ma nulla vale per evitare la sconfitta. Nelle semifinali c’è meno storia, perché Martini e soci riusciranno a superare largamente proprio Lingueglietta, che comunque tenta di vendere cara la pelle. Nella parte alta del tabellone Bonavia, orfano di Molli, ma con un Dalocchio molto in palla e con un Ardissone veramente sopra le righe ha la meglio su quel mix di gioventù ed esperienza che è costituito da Chiapello, Acquarone e Giorgio Cherchi. E dire che Chiapello è “compagno di merende sferistiche” con Ardissone, considerando la comune origine pontedassina. E che davvero i giocatori di Pontedassio, nati del caruggio di Sciangài sono realmente capaci negli spazi stretti. Ne risulta una appassionante finale tra Martini e Bonavia, con i rispettivi compagni di avventura. Bonavia, lo ammette, è stanco, perché la battuta è cosa di Molli nel sodalizio di quest’anno. Tiene testa a Martini, però, il quale ha un Charman Calmarini a livelli eccelsi su tutta la stagione. Non è da meno però il duo di terzini di Bonavia, con Dalocchio molto solido e Ardissone che ha giocato forte e sa di avere i suoi colpi. Ne sortisce una finale molto equilibrata che arriva al 4 pari. Per unanime decisione, come ai bei tempi, si va al sesto gioco, che arride a Bonavia. Nella finalina per il terzo posto, vittoria per Chiapello e soci, ma di misura su Jacopo Guasco che è già una certezza.

Si passa così alle premiazioni: il torneo è un memoriale che ricorda i giocatori locali scomparsi, il cui ricordo però è tuttora vivo: Nino Sasso detto peìn, virtuoso dell’antica palla di cuoio, Enrico Mela e Bruno Eufrasio “Pelleossa”. Meraviglioso, ancora una volta, il trofeo consegnato ai vincitori ed offerto dal Frantoio di Sant’Agata di Oneglia, che, quest’anno, ricorda i 150 anni di attività accertata. I premi, come sempre, generosissimi, per i quali si sono spesi, a sostegno degli organizzatori siglati STC Sant’Agata. il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia e la Mediterranea di Imperia, prestigioso marchio della Fratelli Carli, pure sostenitori con la propria ragione sociale, il Comune di Imperia, Fulvio Balestra, Banca d’Alba, Camera di Commercio delle Riviere, Provincia di Imperia, Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure, Filippo Guasco, Frantoio Venturino, Frantoio Merano, Banca Passadore., Confindustria Imperia, Mac Donald’s di San Remo e Ventimiglia, Mercanti d’Oltremare Lingueglietta, Grafiche Amadeo C.S.O, Sandro Mela di Organoazoto, Amissima Assicurazioni di Piero Saglietto, Cave Littardi Srl di Cipressa, I Compagni di Bacco (Santo Stefano al Mare), Comune di Cipressa, Roberto Bonavia, Pizzeria Le Logge di Borgomaro, Bar trattoria Scrc 11 di Ivo e Katia, Pontedassio, Regione Liguria (Alessandro Piana, capogruppo Regione Liguria), Poggio dei Gorleri, Nuova Calzamiglia, Ditta Bogliano srl, Centro Sport di Acquarone, Macelleria Tallone, Concessionaria Citroen, Gaggino Piante e Fiori, Lorenza Bonavera, Ditta Arimondo (Eurospin), Silvano Anfossi, Luca Ardissone, Enrico Michelis, Giorgio Mela, Casa Famiglia Pollicino, Fulvio Balestra. Le 2 Mele, VideoService.

Tra i premi spiccano quello a Fernando Monroi, galiziano da anni trapiantato a Sant’Agata, a Silvia Gabriel, giocatrice presente in campo mentre miglior terzino è stato votato Luca Ardissone, migliore ribattitore è apparsio Matteo Martini, miglior battitore è stato il buon Bonavia e la sorpresa risulta essere Jacopo Guasco miglior giocatore. Il partecipante meno giovane, ugualmente guiderdonato, è stato Mauro Sasso

A torneo concluso, piace pensare che accanto ai grandi nomi del mondo sferistico, stia nascendo un gruppo di giovani arrembanti: merito del lavoro svolto in aree come quella di Borgomaro e poi anche della possibilità di avere una società organizzata e votata alla creazione di giovani leve, come ad esempio l’Imperiese, da cui molti giocatori provengono. Senza dimenticare la Valle Arroscia, mentre la San Leonardo ha dato nel recente passato. Inoltre è noto che sia possibile adire alla progettazione con fondi europei, a patto di investire tempo e competenze della progettazione e nella rendicontazione, spendendosi proprio nel contesto scolastico, formativo e negli sport tipici con finalità turistico-didattiche.

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