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Sanremo, sbloccato il cantiere delle Rivolte, Faraldi: “Premiati i nostri sforzi, ma persi tredici mesi in Provincia” foto

Il vice sindaco Faraldi punta il dito contro la burocrazia: "Ho scritto al prefetto perché non sapevo più che pesci prendere"

Sanremo. E’ arrivata l’autorizzazione dagli uffici della Provincia, dopo un lungo iter burocratico, per far partire i lavori di messa in sicurezza del palazzo delle Rivolte. Il progetto che attende da una ventina d’anni di realizzarsi, nonostante le precarie condizioni della struttura che hanno anche obbligato il Comune a chiudere l’accesso di piazza dei Dolori.

L’ok però è arrivato soltanto grazie all’insistenza del vice sindaco Leandro Faraldi, dopo tredici mesi che la documentazione prodotta dal Comune giaceva nell’ufficio imperiese Antisismica e Cementi armati, e grazie all’aiuto del prefetto, intervenuta per risolvere l’impasse.

“Sono contento che almeno questa iniziativa abbia sortito effetti, commenta Faraldi. “Scrivere al prefetto era l’ultima arma che avevamo per tentare di sbloccare un iter amministrativo fermo da tredici mesi. Per una volta che l’azienda è pronta a partire, le risorse ci sono (quelle in standby dell’avanzo di amministrazione del 2015), non è possibile che l’amministrazione sia stata costretta a ricorrere al prefetto per sbloccare i lavori.”

“Da parte mia grande soddisfazione per questo provvedimento che finalmente è arrivato e che ci permette di aprire il cantiere nei prossimi giorni. Un’opera ferma dalla giunta Bottini.”

“Mi spiace essere arrivati a chiedere al prefetto di intervenire, se il pubblico deve aspettare un anno un’autorizzazione per sbloccare i lavori di un palazzo che sta crollando e che rischia di portarsi dietro mezzo centro storico… siamo messi male. Avrei preferito un no, se il progetto non andava bene non era obbligatorio approvarlo, ma almeno avremmo avuto modo di chiedere conto ai progettisti. Invece è arrivata una continua richiesta di documentazione, quando la legge ne prevede al massimo una.”

“Il problema è che io ho la responsabilità davanti alla giunta e il consiglio comunale che hanno votato la pratica e davanti all’autorità se dovesse mai succedere qualcosa”.
“Non si può andare avanti così! Questo ufficio provinciale va assolutamente adeguato alle necessità delle attività produttive. Ma se il pubblico passa di questi travagli burocratici, non oso immaginare gli incubi dei privati.”

“Di questo problema ne ho parlato anche con l’assessore regionale Marco Scajola, che ha condiviso la mia preoccupazione. La provincia, che ha una delega piena, piuttosto appalti esternamente il servizio, perché c’è assoluto bisogno di più efficienza sulle parti burocratiche, altrimenti si danneggiano anche le attività produttive. E dire che prima le lungaggini potevano giustificarsi perché l’ufficio non aveva personale sufficiente, ma adesso la Regione ha rimediato aggiungendo due dipendenti a tempo pieno. Eppure permane una struttura troppo burocratica mentre avremmo bisogno di più efficienza, per progetti poi che sono già pronti e devono essere solo verificati e controllati.”

“Non mi rimaneva quindi che chiedere un provvedimento d’urgenza, in applicazione della legge 281 del 1990, che legittima il prefetto a riassegnare la responsabilità di un procedimento. La pratica è passata nelle mani del segretario generale della provincia, il quale ha intimato lo stesso ufficio antisismica e cemento armato di rispondere entro il primo settembre. Oggi possiamo dire di avercela fatta, ma solo grazie all’intervento del prefetto.”

Il cantiere, che dovrebbe partire tra circa quindici giorni, vale 1 milione e 300 mila, in parte a carico del privato che è proprietario di alcuni locali del primo piano.

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