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Sanremo, poliziotto aggredito da tunisini: proseguono le indagini foto

I tre rischiano da sei a dodici anni di reclusione

Sanremo. Rischiano di essere indagati per lesioni gravissime, compiute singolarmente o in concorso, i tre tunisini che nella notte tra domenica e lunedì hanno aggredito una pattuglia del commissariato di Sanremo, ferendo l’ispettore capo, una donna, e l’agente scelto 35enne intervenuto con la collega. Proprio il giovane ha riportato le ferite maggiori: nella colluttazione, i magrebini gli hanno fratturato due costole e lesionato la milza, tanto che i medici non hanno potuto far altro che asportare l’organo.

Al momento sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Dei tre tunisini, due sono stati tratti in arresto: il primo nell’immediatezza dei fatti, è stato condannato a dieci mesi e subito scarcerato ma con obbligo di firma, per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Ha mandato in frantumi, infatti, il finestrino posteriore della volante.

Ma per i tre stranieri, due dei quali con precedenti di polizia, l’ipotesi di reato è ben più grave: se le indagini confermeranno che sono stati i calci e i pugni sferrati all’agente scelto a provocargli il danno irreparabile alla milza, i tre dovranno rispondere di lesioni gravissime, un reato che prevede dai sei ai dodici anni di reclusione.

I fatti. Poco dopo le 23,30 di domenica scorsa, nei pressi del supermercato Carrefour di Bussana, un gruppo di nordafricani ha iniziato a molestare le persone. Sul posto è sopraggiunta una pattuglia della polizia, chiamata ad intervenire per la presenza del gruppetto di stranieri in condizioni psicofisiche alterate dall’alcol. Una volta arrivati sul posto, i due agenti sono stati aggrediti. Mentre la poliziotta, presa a calci e pugni, se l’è cavata con 5 giorni di prognosi, il collega è stato sottoposto ad un intervento chirurgico in quanto i medici hanno dovuto asportargli la milza, spappolata dai colpi ricevuti. Nonostante l’aggressione subita, i due agenti sono riusciti a fermare subito uno dei tre magrebini, mentre un secondo è stato preso all’alba. Del terzo, al momento, si è persa ogni traccia.

 

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