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Sanremo, lavorava di nuovo in una società del Comune l’ex dipendente appassionato canoista coinvolto nell’inchiesta Stakanov foto

Il sindaco Biancheri: “Abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti al cda di Rivieracqua”

Sanremo. Sarà stata la sua predilezione per l’ambiente acquatico a portare Alessandro Vellani, ex dipendente del Comune licenziato perché coinvolto nell’inchiesta “Stakanov” della guardia di finanza, che ha smascherato il sistema delle assenze anomale tra i dipendenti della città dei fiori, a lavorare per un anno di nuovo al servizio della pubblica amministrazione, precisamente nella sede sanremese di Rivieracqua, la società pubblica consortile controllata dal Comune per il 40% attraverso la sua partecipata Amaie. Incarico cessato poi lo scorso giugno.

La notizia si è diffusa a distanza di alcune settimane dall’indagine sul gestore pubblico del servizio idrico, sotto la lente degli inquirenti per un concorso nel quale alcuni candidati sarebbero stati facilitati nello svolgimento delle prove. Tra gli indagati Gabriele Saldo (che ha dato le dimissioni dal cda ma è ancora direttore generale), Federico Fontana (professore e consulente) e tre partecipanti, uno dei quali assunto e tuttora nell’organico.

Vellani, 58 anni, ex funzionario del servizio progettazione e arredo urbano, era passato agli “onori” delle cronache nell’inchiesta delle fiamme gialle per le uscite in acqua con la canoa durante l’orario di lavoro. Le immagini delle sue vogate avevano fatto il giro delle televisioni insieme a quelle del vigile che timbrava in mutande.

Davanti alle telecamere di una troupe televisiva aveva detto che non era un furbetto ma uno “stupidotto”, perché aveva studiato un sistema, in barba alle regole, per recuperare le ore trascorse sulla canoa ma che avrebbe dovuto passare in ufficio.

L’ex comunale è stato notato all’interno degli uffici della sede sanremese di Rivieracqua che si trova in valle Armea, nello stesso stabile di Amaie. Durante l’anno si è occupato del settore amministrativo. Il rapporto di lavoro con la società partecipata dal Comune è passato per un accordo con una cooperativa.

Da un punto di vista formale, quindi, tutto legittimo, ma questa vicenda ha provocato qualche imbarazzo a Palazzo Bellevue. Il sindaco Alberto Biancheri si è dichiarato all’oscuro di questa informazione: “Non sapevo che Vellani fosse stato reimpiegato negli uffici sanremesi di Rivieracqua. In seguito a verifiche fatte con gli uffici abbiamo accertato però che il contratto è stato interrotto lo scorso giugno.”

Alla domanda se dopo questa notizia, che va a sommarsi al caso “concorsi facili”, l’amministrazione sanremese, oggi socio forte di Rivieracqua, abbia preso delle iniziative, il sindaco spiega: “Abbiamo inviato due missive alla direzione della società per chiedere chiarimenti. Forse è il caso di meditare, almeno per le persone che risultano indagate, un possibile momento di riflessione”. Leggasi una richiesta al cda di valutare sospensioni dagli incarichi dirigenziali delle persone coinvolte nelle indagini sul personale da assumere, almeno fino a quando alcuni fatti non saranno definiti.

Sì che non dovrebbe essere negato a nessuno il diritto alla seconda chance, ma il punto è andarlo a spiegare ai giovani e meno giovani che faticano a trovare un posto, con lo Stato che ha smesso di fare la propria parte nel mercato del lavoro, e quando prova a farla i soliti raccomandati passano davanti. Altro che laurea e master all’estero! Per avere più possibilità di ottenere un lavoro pubblico i consigli dell’estate sono: avere sempre a porta di mano un paio di auricolari, oppure farsi qualche partitella a calcetto con quelli che contano, come suggerito dal ministro Poletti ai giovani disoccupati. Se poi a pallone proprio si è negati… come si dice? Bisogna continuare a impegnarsi, e alla peggio… “tirare i remi in barca”.

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