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Sanremo, il “Zazzarazzaz” 2017 è dedicato a Joe Sentieri

Torna il Festival nazionale della canzone jazzata diretto da Freddy Colt

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Sanremo. A Sanremo, città culla della musica italiana, non poteva mancare un tocco di swing in questa estate 2017: a Pian di Nave, da domenica 6 a martedì 8 agosto, torna “Zazzarazzaz”, il Festival nazionale della canzone jazzata.

Questa 18esima edizione, come sempre sotto la direzione artistica di Freddy Colt, è dedicata ai primi 10 anni dalla scomparsa di Joe Sentieri: l’urlatore di Genova (sanremese d’adozione) che, mentre con la voce traghettava una generazione lontano dal dopoguerra, spingendola verso le atmosfere brillanti e spensierate dell’America di Frank Sinatra, con la sua personalità rivoluzionava un genere che, dopo di lui, non sarebbe più stato lo stesso.

Le serate-concerto
Domenica 6 agosto, ricordando Joe si esibiranno nella prima serata il suo vecchio amicorivale Tony Dallara, autentico “Principe degli Urlatori”, il quale riproporrà i suoi successi degli anni Sessanta, ricreando le atmosfere estive della Dolce Vita sulle note di “Come Prima”, “Romantica” e altri brani con i quali contendeva il podio a Joe Sentieri nelle principali gare canore nazionali. Nella prima parte della serata altri due ospiti rivisiteranno liberamente il repertorio di Sentieri: il cantautore genovese Franco Boggero con il pianoforte di Marco Spiccio, e il cantautore sanremese Amedeo Grisi insieme al Swing Kids Combo composto da giovani jazzisti del Ponente.

Lunedì 7 agosto la seconda serata della rassegna sarà dedicata invece ai “Nuovi Swingers”: prima il duo Deb & Rose: nel loro “Dialoghi sonori” queste due donne tanto autoironiche quanto piene di talento giocano con voce, strumenti a corde e schiocchi di dita. E passare dagli scintillanti night di Detroit alle bettole vista mare di qualche città europea piene di marinai a riposo, è un attimo. A seguire si esibiranno i The Fled, quintetto sanremese di eclectic fusion, che proporrà un repertorio in parte francese, ispirato ai grandi “chansonniers”, in parte italiano con successi d’epoca completamente rivisitati secondo la propria cifra.

Martedì 8 agosto si torna a sonorità mitteleuropee e tradizionali con Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò: tra questo artista lombardo (però nato a Praga) prosegue da 12 anni il matrimonio artistico con un gruppo di musicisti tzigani, incontrati per caso nella metropolitana milanese. La sua musica legata alla tradizione autoriale italiana si arricchisce così degli strumenti e dei ritmi allegri della musica Rom. Insieme ai Fantasisti interverrà il cantante, scrittore e cabarettista Flavio Oreglio con i suoi “momenti catartici”.

Nel corso della rassegna – e non solo nella prima serata – tutti gli artisti dedicheranno un personale omaggio a Joe Sentieri, reinterpretando alcune sue canzoni secondo differenti stili.

Gli eventi collaterali
Le sorprese di Zazzarazzaz 2017 non finiscono però qui, grazie a due appuntamenti extra mercoledì e giovedì per proseguire con la cultura musicale e cinematografica ed un ulteriore concerto a fine mese:

Mercoledì 9 agosto alla Libreria Mondadori, in via Roma 91, alle ore 21 ci sarà la presentazione dei libri di Freddy Colt “Spaghetti swing” e “Facezie Retrò”, a cui partecipano la cant-attrice Beatrice Zuin, e il presentatore Roberto Berlini.

Giovedì 10 agosto non poteva mancare un omaggio ai “musicarelli”: nella sede del Club Tenco sul Lungomare Italo Calvino, il cineforum prevederà la visione commentata di “Urlatori alla sbarra”, un film in cui appare in ruolo di co-protagonista il nostro Joe Sentieri. Il commento sarà a cura del critico cinematografico Andrea Di Blasio.

In coda, domenica 27 agosto un evento musicale sponsorizzato da Banca di Caraglio: si tratta del 2° Concerto Swing in memoria di Gigi Depaulis, appassionato storico e cultore di buona musica. In piazza San Siro, alle ore 21,30, si terrà lo spettacolo “Sulle orme di Glenn Miller” con l’orchestra “Swing Kids” al completo dei suoi 10 elemenri, diretta da Freddy Colt, con la partecipazione straordinaria del M° Reddy Bobbio, pianista e arrangiatore intemelio.

L’ingresso a tutti eventi è libero. L’attore Max Carja presenterà alternandosi a Freddy Colt le serate del festival Zazzarazzaz 2017, realizzato con il contributo del Comune di Sanremo e il patrocinio di Sultanato dello Swing, Fondazione Lelio Luttazzi e Club Tenco. Si celebra così il ventennale della canzone jazzata a Sanremo, essendo nata la rassegna nell’agosto 1997.

Il Cast
Tony Dallara
Antonio Lardera, il vero nome di Tony Dallara, nasce in una famiglia dedita alla musica: il padre Battista in passato fu corista alla Scala di Milano. Inizia a cantare in alcuni gruppi, tra cui i “Rocky Mountains” (che cambieranno poi il nome in “I Campioni”), con i quali si esibisce nei locali di Milano. Tony in quel periodo è un grande ammiratore di Frankie Laine e del gruppo “The Platters”; è proprio al modo di cantare di Tony WIlliams (cantante dei “Platters”)
che Tony si ispira, componendo canzoni con il tipico stile terzinato del gruppo. Il primo locale di un certo significato, dove si esibisce per duemila lire a serata (da dividere con il gruppo) è il “Santa Tecla”.

Qui ha modo di conoscere e confrontarsi con altri emergenti della scena musicale milanese, tra cui Adriano Celentano. Nel 1957 viene assunto come fattorino all’etichetta discografica “Music”: il boss Walter Guertler lo ascolta per caso cantare. Viene a sapere dell’attività parallela di Tony, come cantante; va ad ascoltarlo al Santa Tecla e propone a lui e al gruppo un contratto.

Arriva il primo grande successo. Il 45 giri di “Come prima” viene pubblicato alla fine del 1957: in breve tempo raggiunge il primo posto delle classifiche, rimanendovi per molte settimane. Venderà oltre 300.000 copie (record di vendita per quei tempi) e diventando di fatto uno dei pezzi simbolo della musica italiana degli anni ’50. Questa canzone – il cui testo è scritto da Mario Panzeri – era stata presentata al Festival di Sanremo nel 1955, senza però
passare la selezione. Oltre che alla bellezza oggettiva della canzone, parte del merito di questo successo va alla tecnica di canto di Tony Dallara: è a lui che si deve l’introduzione del termine “urlatori”, che identifica i molti cantanti che da lì in poi (e fino ai primi anni ’60) sceglieranno una tecnica interpretativa con voce ad alto volume, espressa in maniera disadorna e priva degli abbellimenti tipici del canto prettamente melodico. Dal punto di vista musicale e canoro, Dallara si stacca quindi dalla tradizione melodica italiana di Claudio Villa, Tajoli, Togliani,
collegandosi invece alle nuove tendenze di Domenico Modugno o Adriano Celentano.

Partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel nel 1960, vincendo con la canzone “Romantica”. Sempre nello stesso anno gira altri due film, “Sanremo, la grande sfida” di Piero Vivarelli (con Teddy Reno, Domenico Modugno, Sergio Bruni, Joe Sentieri, Gino Santercole, Adriano Celentano, Renato Rascel e Odoardo Spadaro), e “I Teddy Boys della Canzone” di Domenico Paolella (con Delia Scala, Tiberio Murgia, Ave Ninchi, Teddy Reno e Mario Carotenuto).

Torna a Sanremo nel 1961 in coppia con Gino Paoli, presentando la canzone “Un uomo vivo”. Vince “Canzonissima” con “Bambina, bambina”, che sarà l’ultimo dei suoi grandi successi. Dal 1962 abbandona il genere che lo ha portato al successo, accostandosi ad una musica più melodica, con cui però non riesce a ripetere i grandi numeri di vendita degli anni precedenti. Si ritira dal mondo della musica durante gli anni ’70 per dedicarsi a una sua altra grande
passione, la pittura: espone i suoi quadri in diverse gallerie e conquista la stima e l’amicizia di Renato Guttuso. Solo negli anni ’80 Dallara torna a riprendere l’attività di cantante, dal vivo, animando alcune serate – soprattutto estive – grazie anche alla crescente voglia di revival che ripercorre il paese. I suoi vecchi successi non appaiono sbiaditi, tanto che decide di reinciderli con nuovi arrangiamenti moderni.

Franco Boggero
Nasce a Genova nel 1953. Si laurea in Lettere all’Università di Genova e si perfeziona in Storia dell’arte medioevale e moderna. Dal 1981 è storico dell’arte presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha iniziato a suonare negli anni ’60 con un complessino beat (The Pixilated Cooks). Alla fine degli anni ‘70 incide col compagno di banco del liceo Mazzini, Antonio Bottero un LP che non verrà pubblicato per dissensi con la produzione.

Inizia quindi a comporre per proprio conto, esibendosi sporadicamente come solista. Intorno al ’90 conosce Giorgio Conte, che lo convince a depositare alla S.I.A.E. i suoi pezzi e a farli conoscere in modo meno occasionale. Nel ’97 entra in contatto con un gruppo di Taggia, la “D’s Band“, e con loro organizza una fortunata serata in un locale genovese, la Madeleine. Conosce nel frattempo il medico-pianista Marco Spiccio e il fotografo-cantautore Augusto
Forin, e con loro dà vita al progetto “Operazione Arcivernice”. Nel Teatro del Casinò di Sanremo, il 4 aprile 10998, D’s Band e “Operazione Arcivernice” fanno un concerto dedicato al Progetto Cernobyl di Legambiente.

Nell’estate del 1999 “Operazione Arcivernice” forma una band e produce un ciclo di concerti co-finanziati, per “Insieme in Liguria”, dalla Regione Liguria. Il 18 gennaio 2000, Il trio Boggero, Spiccio e Forin partecipa al “Concerto per un amico poeta / Piero Ciampi” nell’Auditorium di San Vito al Tagliamento, con Nada e Pino Pavone.
A partire dal 2000 Franco torna a proporre quasi esclusivamente le proprie canzoni, sempre accompagnato da Marco Spiccio al piano, e successivamente da Federico Bagnasco al contrabbasso e Daviano Rotella alla batteria.

Boggero è uno che sa guardare all’assurdo del quotidiano, nelle sue canzoni, con una lente da entomologo marziano: coglie piccoli vizi e personali viltà, stupori improvvisi e assurdità assortite” (Guido Festinese in “Alias”, 6/2010).
Nel 2009 è finalista al Premio Tenco (sezione Opera Prima) col suo primo cd “ufficiale”, Lo so che non c’entra niente.

«Scrivo canzoni per riflettere meglio sulla vita (anche se… “a dirlo son parole”, come asseriva quel tale). Molte mie canzoni nascono dalla ruminazione – non so trovare un’espressione migliore – di materiali verbali raccolti o raccattati e messi via, con la costanza del bricoleur. Una frase colta al volo per strada, ma anche un’epigrafe; il passaggio che ti fa sospendere la lettura del libro, ma anche l’espressione sfuggita a qualcuno che ti sta telefonando. Lo sanno i miei amici: appunto perché amici, sanno cosa potrebbe rischiare di colpirmi o interessarmi, e se capita raccolgono qualcosa per me». (da Arnesi per fare musica, in “The Mellophonium”, XX,
2010).

Marco Spiccio
Marco Spiccio, diplomato alla Scuola Germanica e Laureato in Medicina, potrebbe essere definito un “musi-oncologo”, visto che è medico specializzato in oncologia. La carriera musicale di Maspi (questo è il soprannome che gli amici – e lui stesso – gli hanno attribuito) ha origini antiche: all’età di quattro anni, prima ancora di saper leggere e scrivere, appoggia le mani al pianoforte della vicina di casa, la Signora Olga De Cicco, che gli insegnerà i rudimenti
dello studio dello strumento, studio che proseguirà con il Maestro Gino Paolillo.

Solo all’età di 21 anni, con la maggiore età, supera il divieto paterno di suonare in pubblico, e inizia a far parte di un gruppo orchestrale, i “Casbah”, con cui trascorre un’estate di fortissime esperienze esistenziali: dalla frustrazione dei concerti annullati dalle frequentissime piogge alla consapevolezza dell’importanza di coprire i debiti per acquistare gli strumenti musicali con i proventi delle serate effettuate.

Insieme ad Augusto Forin e Mauro Carbone nel 1980 fonda un trio musical-cabarettistico denominato “Rossi & Soci” (dall’omonimo Signor Rossi di Bruno Bozzetto) che proponeva un repertorio di autori italiani quali Jannacci, Conte, Gaber. Questo il primo contatto con la musica d’Autore. Da quell’esperienza nasce la spinta a partecipare attivamente alla costruzione di canzoni di astri della canzone d’autore genovese allora nascenti come Max Manfredi (che conosce dai tempi dell’asilo), Augusto Forin, Federico Sirianni, Fabrizio Casalino, Paolo Cogorno.

La collaborazione più prolifica è quella con Max Manfredi, con cui partecipa al Club Tenco nel 1985 (Max era stato invitato da Amilcare Rambaldi, storico patron della rassegna), al Premio Città di Recanati nel 1993 e che accompagna i quasi la totalità dei concerti da più di vent’anni. Ma è il contatto con il Club Tenco per Spiccio (di cui è socio dal 1993) ad essere una vera e propria fulminazione. Da quel momento in avanti la sua attenzione sarà focalizzata esclusivamente sulla canzone d’autore e calcherà il palco del teatri Ariston di Sanremo in occasione della Rassegna Tenco molte volte accompagnando Max Manfredi, Fabrizio Casalino, Federico Sirianni ed altri autori.

La collaborazione e l’amicizia fraterna con Augusto Forin (che accompagna anche nei concerti di canzoni scritte dallo stesso Augusto), lo porta a costituire nei primi anni ’90, insieme a Fabrizio Casalino e Federico “Chicco” Sirianni, la “La Giostra Dei Pazzi”: un particolare progetto che li porterà a vincere il Festival degli Sconosciuti 1992, organizzato da Rita Pavone e Teddy Reno, con conseguente esecuzione in diretta TV su RAI 2 di un loro brano come sigla
della trasmissione.

La sua particolare verve musicale e l’innato rispetto per l’umanità sensibile lo porta a collaborare con numerosi artisti come Giampiero Alloisio (Assemblea Musicale Teatrale), Armando Corsi (grande chitarrista e storico compagno di Ivano Fossati), e poi Franco Califano, Giorgio Conte, Tullio De Piscopo, Duilio Del Prete, Enzo Gragnaniello, Alessandro Haber, Mauro Pagani, Tosca, Edoardo Vianello e molti altri ancora. Il dottor Spiccio non è solo un pianista, ma abbraccia il progetto musicale a tutto tondo: e dalla conoscenza con Giuseppe De Grassi nasce l’idea di arrangiare il secondo disco di Pino Pavone (già Targa Tenco miglior opera prima e grande amico di Piero Ciampi) a cui lo legherà un’amicizia molto profonda e la condivisione di parecchi palchi importanti.

L’uscita del disco di Pino Pavone è il preludio della conoscenza del Maestro Umberto Bindi, che accompagnerà al pianoforte in numerosi spettacoli, dell’estate romana del 1996 e del 1997 dove, per l’occasione, accompagnerà anche Renato Zero, allora produttore di Umberto Bindi. Alla fine del 1998 un altro incontro determinante nella storia musicale ed umana di Maspi: fa conoscenza con uno storico dell’arte, dirigente presso la Soprintendenza ai Beni
Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria: Franco Boggero. Franco è un bravo cantautore e scrive brani molto coinvolgenti: l’intesa è immediata ed inizia subito a lavorare con entusiasmo per proporre i suoi brani.

E con Franco Buggero ed Augusto Forin fondano un’associazione non a scopo di lucro denominata “Operazione Arcivernice” (dal nome dell’omonima vernice magica inventata da Pier Cloruro Lambicchi, scienziato folle ed incompreso, protagonista del fumetto di Giovanni Manca pubblicato dal Corriere dei Piccoli) di cui esiste un cd autoprodotto che comprende canzoni originali di Augusto e Franco.

Nel corso degli anni Spiccio ha partecipato a numerosissime produzioni discografiche come compositore, come arrangiatore, come esecutore di parti musicali. Brevemente: “Le Parole del Gatto” – “L’Intagliatore di Santi” – “Luna Persa”di Max Manfredi, “Notizie” di Pino Pavone, “Itinerari” di Armando Corsi, “Banda Elastica Pellizza” del gruppo omonimo (vincitore del premio della critica SIAE nell’edizione 2008 della Rassegna Tenco) e moltissimi altri. Inoltre, dalla collaborazione con una cantautrice e ricercatrice del CNR di Torino Isabella Maria Zoppi – in arte, Isa –, parteciperà alla produzione di un CD allegato a un saggio dal titolo “Genova Porta dei Canti”.

ROBERTO DURKOVIC E I FANTASISTI DEL METRÒ
Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla. Il gruppo si è recentemente allargato con i figli dei “fantasisti del metrò” ed artisti italiani che hanno entusiasticamente abbracciato il progetto artistico di
Roberto Durkovic e ora comprende, oltre a Durkovic stesso (chitarra, voce), Ion Bosnea (clarinetto), Massimiliano Alloisio (chitarra), Adrian Dumitru (chitarra), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Davide Marzagalli (batteria e percussioni), George Bosnea (violoncello), Minel Lupu (contrabbasso), Ugo Begliomini (basso elettrico) ed Emilio Rossi (tastiere).

A seguito di numerose esibizioni e ben quattro album pubblicati insieme, la magia dei fantasisti si consolida ulteriormente con questo quinto CD composto da 10 brani inediti e una cover dedicata a Guccini. Questo disco è una testimonianza che sgorga dal vissuto quotidiano ed è permeato dal rispetto sensibile verso le culture altrui slegate da ogni colore. Come i fili di una ragnatela, Durkovic raduna il mondo Rom con le sue sfaccettature, le canzoni legate ai
ricordi ed eredità di grandi cantautori italiani, aiutandoci a scoprire che in questo mondo sommerso si cela un pozzo di emozioni da raccogliere.

Flavio Oreglio
Laureato in biologia con specializzazione in ecologia, è stato insegnante di matematica e scienze. Pianista e chitarrista, cantautore e appassionato di ragtime, dal 1985 si è dedicato allo spettacolo, vincendo il Premio Rino Gaetano e pubblicando alcuni album musicali per la Cloudisque/Emi. Ha al suo attivo numerosi album fra i quali Melodie & Parodie (1987), Clownstrofobia (1988), Burlando furioso (1994) che nel loro insieme costituiscono l’opera
prima Ridendo e sferzando.

Collaboratore di alcune personalità di spicco della comicità milanese e dialettale, come Nanni Svampa e Marina Massironi, deve la notorietà alla partecipazione dal 2000 al programma televisivo Zelig nel corso del quale recita delle surreali poesie precedute dal tormentone «Il momento è catartico. Atmosfera, grazie.» In seguito partecipa a Glob – L’osceno del villaggio su Raitre, e a Il senso della vita su Canale 5. Ha collaborato con Aldo, Giovanni e Giacomo per gli aspetti musicali di Ritorno al gerundio (1993), Aria di tempesta (1994) e lo spettacolo Tel chi el telùn (1999).Nel 1994 ha ricevuto il premio della critica al Festival di Sanscemo (Torino). Ha lavorato inoltre alla seconda edizione del Seven Show per Italia 7.

Ha fondato il progetto musical-teatrale Musicomedians, insieme al cantautore Luca Bonaffini, che si propone di riscoprire in chiave moderna lo spirito originario del Cabaret. Chiusa l’esperienza de “Il momento è catartico” inizia nel 2005 a elaborare il nuovo progetto “Siamo una massa di ignoranti. Parliamone”. Nello stesso anno partecipa come ospite al Festival Gaber raccogliendo notevoli consensi e fa parte del cast fisso della trasmissione “Il senso della vita” di Paolo Bonolis (Canale 5) Nel 2006 è ospite al Festival di Sanremo e alla prima puntata di Zelig Circus e inizia una nuova tournée teatrale con lo spettacolo “Siamo una massa di ignoranti. Parliamone” Pubblica libro e CD omonimi per Bompiani/Catartica records. Dopo la tournée estiva torna in TV con la seconda edizione de “Il
senso della vita” (Bonolis/Canale 5).

Nel 2007 interviene a Zelig off, a Mai dire martedì con la Gialappa’s e a Notte Mediterranea Rai2, oltre a far parte del cast fisso di “GLOB – L’osceno del villaggio” con Enrico Bertolino (RAI3) e del cast di Zelig edizione 2007 dal Teatro degli Arcimboldi di Milano. Sempre nell’ottobre del 2007 esce per Bompiani “Non è stato facile cadere così in basso” a cui fa seguito un nuovo percorso teatrale iniziato con la sperimentazione del Teaforum al Teatro della Cooperativa di Milano nel mese di gennaio 2008. Nel mese maggio del 2008 esce il CD Giù contenente le canzoni dello spettacolo teatrale, arrangiato con il contributo della band folk de i Luf. Nel maggio 2009 esce per Bompiani “All’appello mancano anche i presenti”.

Nel maggio 2010 esce per Aliberti editore ‘Aprosdoketon’, raccolta inedita di aforismi dal 2006 al 2010, a conclusione del percorso editoriale di ‘Siamo una massa di ignoranti. Parliamone’. Nel giugno del 2011 esce il DVD che contiene lo spettacolo registrato al Teatro della Cooperativa di Milano dal titolo “RECITAL Siamo una massa di ignoranti. Parliamone”. Il 25 settembre 2010 si esibisce a Cesena al festival musicale Woodstock 5 Stelle organizzato dal blog di Beppe Grillo e trasmesso dal canale televisivo Play.me, che proprio con questa diretta aprì la neonata emittente.

Nel settembre 2011 esce il libro per Salani “Storia curiosa della scienza – Le radici pagane dell’Europa” seguito da una nuova produzione teatrale dal titolo “Sulle spalle dei giganti”. Nel 2013 porta in scena con David Riondino lo spettacolo ‘Cabaret Concerto’.Nell’ottobre del 2013 esce il secondo libro per Salani ‘Storia curiosa della scienza – La rivoluzione degli arabi’, nell’ottobre 2014 esce il terzo libro per Salani ‘Storia curiosa della scienza – Dal tribunale
dell’inquisizione al tribunale della ragione’. Nel 2015 festeggia i trent’anni di carriera artistica con l’uscita di un cofanetto ‘Ridendo e sferzando’ prodotto da Papico Eventi e con un nuovo spettacolo dal titolo ‘Discorso sul
metodo dell’attor comico’.Nell’ottobre del 2015 esce ‘Catartico!’ (ed. Salani) antologia di poesie, aforismi e racconti brevi editi e inediti.

Amedeo Grisi
Amedeo è nato nella “città della musica”, e con la musica è cresciuto. Le prime esibizioni in pubblico all’età di 16 anni, con varie vittorie nei concorsi della zona. Nel 1996, partecipo al programma televisivo “Re per una notte”, su Italia 1, come sosia di Massimo di Cataldo, classificandomi al primo posto nella mia puntata ed al secondo posto
nell’edizione finale di quell’anno. In seguito ho lavorato con produttori di Mediaset per vari
progetti musicali e mi sono esibito in alcuni dei più importanti locali del milanese.

Nel 2014 esce l’album “Femmina” al quale hanno collaborato: Luca Colombo, che ha suonato le chitarre di 5 brani, Giovanni Nebbia dell’ “Ithyl World Recording Studio” per il missaggio, e Matteo Cantaluppi del “Mono Studio” per l’arrangiamento. Il 20 giugno 2014, presso il Teatro Ariston di Sanremo si è tenuto il concerto di presentazione
ufficiale dell’album “Femmina”, con il patrocinio della famiglia Vacchino. Il 27 dicembre 2014 in occasione della “Dicembrata” organizzata dal Comune di Pieve di Teco e dalla Provincia di Imperia, Amedeo Grisi ha tenuto un concerto con i brani del suo album Femmina in versione completamente acustica, accompagnato alla chitarra da Marco Cravero, al basso da Francesco Olivieri, alle percussioni da Marzio Marossa e al violino da Sergio Caputo ed ha replicato con lo stesso tipo di concerto il 26 aprile 2015 al Teatro del Casino’ di Sanremo.

Amedeo, ha inoltre intrapreso, due anni fa, per amore della sua città Sanremo, un’altra iniziativa: Musica in Strada per Sanremo. Nella pagina Facebook dedicata a questa iniziativa, Amedeo indicava di volta in volta l’angolo in cui per una/due ore allietava con la sua musica le orecchie dei passanti. Come dice lui “rubando il posto” alla delinquenza, allo spaccio e alla “brutta gente”.

Purtroppo da circa un anno e mezzo è alle prese con la battaglia più dura della sua vita. Gli è stata diagnosticata una malattia del motoneurone che lo ha fortemente invalidato nei movimenti tanto da non poter più suonare la chitarra. Per sostenere la ricerca nelle malattie del motoneurone ha organizzato il 7 ottobre scorso presso il Teatro Ariston di Sanremo un concerto intitolato “Fino alla Fine”, alla quale ha partecipato come ospite Massimo Di Cataldo. Il 14 aprile 2017 si è tenuto il suo ultimo concerto “Ancora uno” al Teatro del Casinò di Sanremo, nuovamente per il sostegno alla ricerca.

A Zazzarazzaz 2017 Grisi si esibirà con la formazione ridotta dell’orchestra “Swing Kids”, composta da: Simone Giacon (sax e arrangiamenti), Lorenzo Herrnhut-Girola (chitarra), Mattia Buonadonna (basso), Luca Cravero (batteria).

The Fled
Vivace quintetto sanremese composto da Edoardo Cinalski alla voce, Flavio Devoto alla chitarra, Roberto Bonazinga al contrabbasso, Mick Vasta al sax e Davide Frattarola alla batteria.

La band, molto presente sulla scena dei locali ponentini di musica live, spazia dai grandi classici del jazz (Frank Sinatra, Billie Holiday) al funky (Bobby Hebb, Stevie Wonder) ai cantautori Italiani “senza tempo” (Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Loredana Bertè, Lucio Dalla, Paolo Conte) al pop (Lady Gaga, Britney Spears). Nell’occasione di Zazzarazzaz il repertorio dei Fled si allarga alla “chanson française”.

Deb & Rose
Il duo nasce dall’incontro di Deborah Falanga e Rosella Cazzaniga. Entrambe con un solido percorso artistico individuale alle spalle, Deborah e Rosella hanno unito le loro forze in questo progetto che hanno chiamato “Dialoghi sonori”. Un dialogo non solo tra i loro strumenti (la voce di Deborah e lo strumento a corde di Rossella che alterna la chitarra al contrabbasso), ma anche con il pubblico, grazie a un itinerario musicale fatto di canzoni appartenenti a culture, epoche, geografie differenti.

Deborah e Rosella catturano l’attenzione e la curiosità degli ascoltatori proponendo piccole meraviglie musicali: brani sconosciuti ai più nella loro formula originaria, parentele inaspettate, contrasti che si risolvono grazie ai loro personalissimi arrangiamenti, riletture di classici in chiave bossanova. Deb & Rose sono la prova evidente che la musica è una materia mutevole e cangiante nel colore, nell’aspetto e nel sapore, ma la vera sorpresa è l’intesa, la
complicità, il feeling che questo combo femminile riesce a creare in scena.

URLATORI ALLA SBARRA (film, 1960)
Fra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta all’epoca del boom economico, comparsero nel panorama musicale italiano i cosiddetti “urlatori”, Il termine “urlatori” attribuito dalla stampa dell’epoca, fu coniato dal vocabolo di lingua inglese shouter (appunto, urlatore) che “etichettava” fin dalla fine degli anni quaranta star del Rhythm & blues statunitense come Howlin’ Wolf e Big Joe Turner, due dei maggiori protagonisti del
nuovo sound.

La cifra stilistica di questa sorta di tecnica interpretativa – favorita dal diffondersi dei primi juke-box – era data da una voce ad alto volume, espressa in maniera disadorna e priva degli abbellimenti tipici del canto “melodico”. I maggiori esponenti degli urlatori nostrani furono cantanti all’epoca molto giovani, destinati – sia pure in misura diversa – a percorrere carriere di successo, come Tony Dallara, Joe Sentieri, Adriano Celentano Clem Sacco, Ricky Gianco, Giorgio Gaber, Gene Colonnello, Little Tony e, fra le voci femminili, Betty Curtis, Jenny Luna, Mina, Angela e Mara Pacini (alias Brunetta). Una celebre polemica, creata e amplificata dalla stampa dell’epoca, contrappose gli urlatori agli interpreti della melodia all’italiana (Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Achille Togliani.

Curiosità:
La prima trasmissione televisiva in cui comparvero gli urlatori fu Il Musichiere: in una puntata dell’aprile 1959 fu collocato in scena un grande juke-box dal cui retro vennero fatti uscire ed esibire dal vivo alcuni dei personaggi che incarnavano il nuovo stile interpretativo. Grazie al consenso ottenuto da questa trasmissione, vennero girati due film del filone musicarello, I ragazzi del juke-box (1959) e Urlatori alla sbarra (1960), che rappresentarono una sorta di “manifesto” del genere.

Trama: le canzoni degli urlatori entusiasmano i giovani, ma non incontrano i favori dei più azzimati e bacchettoni organizzatori di concerti. Alcuni giovani cantanti tentano allora con la televisione. Sebbene l’austero professor Giommarelli, direttore generale della Rai, sia contrario, dalla parte dei giovani c’è sua figlia Giulia, che fa intervenire il nonno senatore; quindi, dopo qualche battibecco, il concerto verrà trasmesso. Solo alcuni degli interpreti: Adriano Celentano, Mina, Joe Sentieri (Joe il Rosso), Chet Baker (Chet l’americano), Umberto Bindi (Agonia), Gorni Kramer (Il maestro Bramer), I Brutos (pastori) , Gianni Meccia (Satana), Peppino di Capri.

Programma dei concerti

Pian di Nave – Sanremo
Domenica 6 agosto
Rievocando… Joe Sentieri
TONY DALLARA
FRANCO BOGGERO & MARCO SPICCIO
AMEDEO GRISI & SWING KIDS COMBO

Lunedì 7 agosto
Nuovi Swingers
THE FLED – Eclectic Fusion
DEB & ROSE – Dialoghi sonori

Martedì 8 agosto
Swing d’Autore
DURKOVIC E I FANTASISTI DEL METRÒ
special guest FLAVIO OREGLIO
Presentano le serate Freddy Colt e Max Carja
Ingresso libero

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