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Sala giochi, scattano le tagliole regionali: la Liguria è il primo caso

Il governatore della Liguria Toti e l’assessore Rixi si sono subito mostrati favorevoli a prorogare di un anno la scadenza

Liguria. La Liguria ha fatto da fragoroso apripista nella primavera scorsa. Altre regioni si preparano a vivere analogo travaglio. Il tema è quello, delicatissimo, della conformità delle sale giochi e degli apparecchi di gioco alle leggi regionali che disciplinano il settore.

Secondo tali normative, la concessione di una nuova licenza deve essere subordinata ai distanziometri regionali, cioè al rispetto delle distanze (tre-cinquecento metri di raggio) dai “punti sensibili” (scuole, luoghi di culto, ospedali, impianti sportivi, ecc.). Quanto alle autorizzazioni già esistenti, si stabilisce un tempo (solitamente cinque anni) entro il quale devono adeguarsi alle norme. In pratica, chi non è in regola con il distanziometro regionale sarà costretto a trasferirsi o a spegnere le slot, o addirittura a chiudere i battenti.

La Liguria, la cui legge risale al 30 aprile 2012, è stata la prima regione ad arrivare alla “dead line”, fissata al 30 aprile 2017. Dopo quella data, ricorda Agipronews, tutti i gli apparecchi di gioco posti in locali a meno di 300 metri da uno dei punti sensibili dovevano essere considerati fuorilegge. Fatta una veloce mappatura del territorio, il taglio riguardava circa il 90% delle autorizzazioni. Con l’avvicinarsi della scadenza, è cresciuta la pressione delle rappresentanze delle imprese di gioco e degli esercenti, sul piede di guerra per le ricadute occupazionali che l’applicazione della legge avrebbe determinato.

Il governatore della Liguria Giovanni Toti e l’assessore per lo sviluppo economico Edoardo Rixi si sono subito mostrati favorevoli a prorogare di un anno la scadenza, ciò che è avvenuto il 1° aprile dopo un serrato dibattito politico con le opposizioni. L’obiettivo, secondo Toti, è arrivare a una nuova legge prima del termine della proroga: «Io auspico – ha dichiarato - che, procedendo per gradi, saremo stati capaci di arrivare a un testo condiviso ma, in caso contrario, questa Giunta non si sottrarrà alla propria responsabilità e porterà comunque un nuovo testo all’esame del Consiglio».

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