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Rocchetta Nervina comune virtuoso per risparmio energetico, la spesa per pannelli solari è la più alta della provincia

Nel 2016 l'investimento per interventi di rinnovamento edilizio ammonta a 223,2 euro per abitante

Imperia. È Rocchetta Nervina il comune della provincia di Imperia più sensibile al tema della tutela dell’ambiente. Nel 2016 i rocchettini hanno investito la cifra più cospicua di tutto il territorio al fine di realizzare interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente con l’obiettivo di un risparmio energetico. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

Secondo l’indagine, nel borgo della Val Nervia la spesa pro capite compiuta da privati ed equivalente agli interventi di rinnovamento più consistenti ammonta a 223,2 euro per abitante. Un record, al quale, sul podio, seguono Vasia con un investimento pari a 176,7 euro per abitanti; e Prelà con 140,4 euro. I risultati “peggiori” spettano alla triade di Ranzo, Villa Faraldi e Vallebona con, rispettivamente, investimenti pari a  4,4 ; 3,5; e 2,0 euro.

Ma ecco la classifica completa (esclusi i Comuni sopra citati): Diano Marina, 125, 9 euro; Montegrosso Pian Latte, 114,2 euro; San Bartolomeo al mare, 102,9 euro; Santo Stefano al mare, 95,2 euro; Bordighera, 89,3; Triora, 83,1 euro; Imperia, 77,0 euro; Cervo, 76,80 euro; Pompeiana, 72,4 euro; Ospedaletti, 65,0 euro; Cipressa, 64,1 euro; Isolabona, 60,8 euro; Diano San Pietro, 58,3 euro; Pontedassio, 55,3 euro; Sanremo, 53,3 euro; Diano Arentino, 50,5 euro; Civezza, 50,3 euro; Castellaro, 48,7 euro; Armo, 48,3 euro; Cosio d’Arroscia, 43,2 euro; Vallecrosia, 40.8 euro; Seborga, 39,0 euro; Perinaldo, 37,5 euro; Chiusanico 36,9 euro; Riva Ligure, 34,5 euro; Taggia, 33,4 euro; Dolcedo, 32,7 euro; Costarainera, 33,2 euro; Badalucco, 32,4 euro; Dolceacqua 30,7 euro; Montalto Ligure, 28,8 euro; Ventimiglia, 28.2 euro; Diano Castello, 26,9 euro; Pietrabruna, 26,6 euro; Vessalico, 26,1 euro; Chiusavecchia, 25,8 euro; Camporosso, 24,9 euro; Pieve di Teco, 24,0 euro; Caravonica 18,5 euro; Pigna, 15,7 euro; Molini di Triora, 14,1 euro; Ceriana, 12,1 euro; Pornassio, 12,1 euro; Terzorio, 11,3 euro; San Biagio della Cima, 10,5 euro; Borgomaro, 10,4 euro; Soldano, 9,8 euro; Cesio, 8,1 euro.

Gli investimenti condotti nel 2016 nell’imperiese hanno consentito un risparmio di 3,10 GWh/anno, contro i 23,28 di Genova e gli 8,58 di Savona (in provincia di La Spezia il risparmio è stato il basso di tutta la regione, 3,04). Nel dettaglio, a Imperia sono stati sostituiti serramenti per una superficie pari a 11.061 metri quadri, installati 4.715 metri quadri di pannelli/schermature solari e attuate opere di coibentazione di pareti orizzontali per un totale di 3.373 metri quadri e verticali 3.280 metri quadri. Enea associa a tali interventi i maggiori risparmi, i quali, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’interno edificio, risultano essere caratterizzati dal miglior costo efficacia.

Come si legge scritto nel rapporto 2017 dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, a livello nazionale “nel triennio 2014-2016  sono stati realizzati circa un milione di interventi di cui oltre 360.000 nel 2016, anno in cui oltre la metà di essi ha riguardato la sostituzione di serramenti, e per circa il 20% la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e l’installazione di schermature solari […]L’ammontare complessivo di investimenti nel 2016 è stato pari a oltre 3,3 miliardi di euro (7% in più rispetto al 2015) […]Esaminando il solo 2016, il contributo principale è derivato dai serramenti (482 GWh/anno su oltre 1.100), mentre quasi un terzo del risparmio è stato conseguito grazie ad interventi sulle pareti, sia verticali che orizzontali e inclinate (346 GWh/anno). Circa l’80% degli investimenti attivati nel 2016 (2,6 miliardi di euro su 3,3 complessivi) è stato dedicato ad edifici costruiti prima degli anni Ottanta; in particolare, circa un quarto delle risorse totali (oltre 810 milioni di euro) è stato destinato ad edifici costruiti negli anni Sessanta. Per quanto concerne invece la tipologia edilizia, circa il 40% degli investimenti, pari a oltre 1,3 miliardi di euro, ha riguardato una costruzione isolata (ad esempio una villetta mono o plurifamiliare); oltre il 31% delle risorse (pari a poco più di 1 miliardo di euro) ha invece interessato interventi su edifici in linea e condomini con più di tre piani fuori terra; infine, a edifici a schiera e condomini fino a tre piani sono state dedicate poco più del 20% delle risorse attivate, pari a oltre 670 milioni di euro.  I principali segmenti del mercato della riqualificazione energetica osservati nel 2016 sono gli edifici oltre i tre piani degli anni Sessanta (45.000 i circa 19.000 interventi, circa 250M€ di investimenti), degli anni Sessanta (circa 25.000 interventi, circa 320M€ di investimenti) e degli anni Settanta (oltre 23.000 interventi, circa 280M€ di investimenti)”.

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