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Ricorrenza di Sospel, lettera della sezione ANPI di Sanremo ai maquis francesi e ai partigiani

"Porteremo un sostegno a chi oggi è vittima di profonda ingiustizia storica"

Sanremo. In occasione della ricorrenza di Sospel del 12 agosto 1944 la sezione ANPI di Sanremo propone la seguente lettera: “I Partigiani francesi e italiani che furono torturati per due giorni all’Alborea col suono dei tamburi nazifascisti per soffocare le loro grida di dolore, fucilati poi il 12 agosto del 1944, non ci chiedono una giornata con le bandiere italiane e francesi e i rappresentanti delle Istituzioni intenti a pronunciare discorsi di circostanza, ma ci chiedono di volgere lo sguardo a ciò che stiamo costruendo, ai muri che stiamo ergendo fra noi e chi soffre e ci chiede aiuto e, se potessero, ci esorterebbero a onorarli in nome di quei sentimenti di solidarietà e di unione che troviamo scritti col loro sangue nelle nostre Costituzioni, italiana e francese.

Constatiamo invece che ovunque, dai paesi più sperduti e spopolati dell’Italia e dell’Europa alle grandi città, a seguito dell’atteggiamento di Istituzioni e governi che erigono muri e frontiere contro chi giunge nell’Europa della libertè egalitè fraternitè alla ricerca di un briciolo di speranza e di vita, stanno emergendo e rafforzandosi, ogni giorno sempre più brutali e aggressivi, movimenti razzisti e “fascisti”, cellule malate di un fascismo contemporaneo che va alla caccia di un nemico contro cui combattere: oggi tocca ai profughi, ai richiedenti asilo, ai più poveri e bisognosi che ci chiedono aiuto.

Le frasi, le azioni e le esternazioni di numerosi rappresentanti delle istituzioni europee esprimono la stessa brutale indifferenza e lo stesso spirito fascista contro cui questi giovani Partigiani hanno combattuto e per cui hanno pagato così duramente: per questo li ricordiamo e per questo rendiamo onore a loro! Perché essi hanno testimoniato che si possono compiere scelte che fanno onore alla nostra umanità, anche se si pagano duramente: ma renderemmo vana la loro morte, e solo un freddo rituale il loro ricordo, se restassimo passivi e inerti di fronte alla recrudescenza di quel mostro dalle mille teste mai definitivamente scomparso e dal quale purtroppo molti si stanno facendo contagiare.

Essere dell’ANPI non significa partecipare con le bandiere alle commemorazioni, quasi simboli ormai ammuffiti di un’epoca trascorsa e dimenticata: l’ANPI è viva e presente come testimone e custode attiva di principi e valori su cui è stata costruita la nostra nazione e su cui vorremmo poter costruire l’Europa, e solo perché molti di tali principi oggi non vengono rispettati, non per questo devono essere dimenticati o hanno perso valore: è solo colpa nostra , dei nostri governi, se si va avanti come se niente fosse, come se i principi della nostra e della vostra Costituzione fossero un retaggio da citare nelle occasioni pubbliche o nelle commemorazioni e poi tutto finisce lì. NO.

Per l’ANPI questi principi sono vivi e per essi si deve lottare affinché i giovani sappiano che ci sono, e che è obbligo fondamentale di chi ci rappresenta custodirli come un bene prezioso e attuarli: farli diventare vita, realtà.
Ma se così è, allora occorre prendere decisioni anche impopolari e gravi, assumendocene la piena responsabilità: in questo caso mi riferisco all’invito che l’ANPI di Sanremo ha rivolto ai suoi iscritti a non presenziare quest’anno ufficialmente alla cerimonia commemorativa di Sospel, comunicando con questo scritto le nostre motivazioni, per testimoniare in modo palese il nostro dissenso critico verso scelte che ci hanno riportato, con i respingimenti e la chiusura delle frontiere, a tempi che – proprio grazie anche a questi Caduti – credevamo per sempre superati, facendoci sentire ben lontani da quel sogno d’Europa unita, fraterna e solidale a cui troppo spesso, nelle varie occasioni ufficiali, si fa riferimento con tante belle parole, che restano però sospese e vane nell’aria, agendo poi esattamente all’opposto!

L’ANPI di Sanremo dedicherà il giorno dell’anniversario a ricordare i Caduti di Sospel in altro modo, portando un sostegno a chi oggi è vittima di profonda ingiustizia storica contro cui la nostra Resistenza ha combattuto e per cui i Partigiani italiani e francesi dell’Alborea di Sospel, dopo infinite sofferenze, hanno sacrificato la loro giovane vita”.

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