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Regione Liguria, via libera al piano sociosanitario regionale di programmazione 2017-2019

Sul fronte finanziario, confermato obiettivo azzeramento disavanzo nel 2020

Liguria. La riorganizzazione delle rete ospedaliera con la costruzione di un nuovo ospedale per ciascuna macro area della Liguria – l’ospedale del ponente agli Erzelli, l’ospedale unico ad Arma di Taggia e il Felettino alla Spezia a cui si aggiunge anche il nuovo ospedale Galliera – con il mantenimento di tutti i presidi esistenti e il loro potenziamento; la riduzione dei tempi di attesa ad esempio attraverso l’implementazione del Cup regionale; il contenimento delle fughe ovvero della mobilità passiva; lo sviluppo dell’integrazione sociosanitaria per arrivare sempre più verso una sanità a chilometro zero mettendo al centro la persona; la nascita di Dipartimenti interaziendali regionali (Diar), per valorizzare ancora di più le professionalità esistenti, condividere le ‘best practice’, superare la frammentazione a favore della presa in carico globale del paziente e della garanzia di uniformità ed equità della risposta sanitaria su tutto il territorio.

Sono solo alcuni degli obiettivi del piano sociosanitario di programmazione 2017-2019, approvato dalla Giunta regionale della Liguria, su proposta della vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale. Il Piano, che giunge dopo il Libro Bianco e dopo l’approvazione della riforma della sanità, pone obiettivi strategici e innovativi alla luce delle azioni già realizzate da Alisa, l’Azienda ligure sanitaria, sul piano dell’efficientamento. Il documento approvato dalla Giunta, inoltre, è stato elaborato dopo la conferma all’esito del referendum di dicembre del permanere in capo alla Regioni della piena competenza nella programmazione e verrà approfondito come prevede la legge in sede di dibattito in consiglio regionale per la sua definitiva approvazione. “Dall’analisi dei bisogni dei liguri, con un progressivo invecchiamento della popolazione, un incremento della fragilità sociosanitaria e della cronicità, la riduzione della natalità e l’impoverimento delle famiglie numerose – spiega la vicepresidente Viale – emerge la necessità da un lato di rafforzare l’area territoriale e, dall’altro, non solo di confermare tutti i presidi ospedalieri esistenti, specificandone l’identità e la mission, ma anche di potenziarli, come nel caso del ripristino dei pronto soccorso a Cairo Montenotte, Bordighera e Albenga – chiusi nel precedente documento di programmazione -, incrementando, al contempo, la risposta di emergenza nel territorio dell’area metropolitana, con l’apertura di un punto di primo intervento in più rispetto ad oggi”. La riorganizzazione della rete ospedaliera viene affiancata da una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio, con l’implementazione dell’attività ambulatoriale e territoriale, il potenziamento dei reparti a bassa e media intensità, la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi volti alla gestione integrata dei percorsi in modo che le prestazioni possano essere il più possibile acquisite a domicilio, spingendo verso una sanità a chilometro zero che mette al centro la persona, anche attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale (ne è un esempio l’accordo sottoscritto per la gestione delle patologie croniche), dei pediatri di libera scelta e della rete delle farmacie territoriali

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