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Reddito di inclusione a Imperia, il commento dell’assessore Fabrizio Risso

"Dopo il SIA un'altra importante occasione per rafforzare la rete dei servizi pubblici che lavorano per aiutare le famiglie con minori in condizioni di povertà assoluta"

Imperia. Dal primo gennaio del prossimo anno i nuclei familiari più deboli, e con un numero considerevole di componenti, riceveranno un assegno mensile di importo che oscillerà tra i 190 ed i 485 euro, per un periodo massimo di 18 mesi.

E’ quanto deciso dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 29 agosto u.s. Interessate circa 660 mila famiglie, di cui 560 mila con figli minori. Risultano già stanziati 1,7 miliardi di euro, che potrebbero lievitare a 2 miliardi l’anno. La misura si chiama Rel (Reddito d’inclusione) e sostituisce sia il Sia (Sostegno all’inclusione attiva) che l’Asdi (Assegno di disoccupazione).

Tra i requisiti d’accesso, viene richiesto un Isee non superiore ai 6 mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, differente dalla prima casa, non superiore ai 20 mila euro, un patrimonio mobiliare massimo tra i 6 mila e i 10 mila euro, e variabile in relazione al numero dei componenti del nucleo. Precedenza è assegnata alle famiglie con figli minori di età ovvero disabili, donne in stato di gravidanza, disoccupati che più di 55 anni. Ostano al beneficio l’essere proprietari di imbarcazioni, oppure auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti l’istanza del sussidio.

Operativamente, l’importo erogato sarà utilizzabile attraverso la Carta ReI, la quale, oltre a permettere l’acquisto di una serie di beni, sarà idonea al prelievo di una somma pari alla metà dell’entità mensile del sussidio. Come contropartita i beneficiari devono partecipare a un progetto di reinserimento sociale e lavorativo.

L’assessore alle Politiche e ai Servizi Sociali Fabrizio Risso commenta: “Grazie al Governo Gentiloni si è finalmente messo in moto un processo che, nel giro di pochi anni, può traghettare l’Italia verso un reddito minimo contro la povertà assoluta, purché integrato da una significativa presa in carico dei beneficiari da parte dei Servizi sociali territoriali sulla base di progetti personali di reinserimento sociale e lavorativo. Dopo il SIA, dunque, un’altra importante occasione per rafforzare sia qualitativamente che quantitativamente la rete dei servizi pubblici che lavorano per aiutare le famiglie con minori in condizioni di povertà assoluta”.

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