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Pilati (Federalberghi Liguria): “Non meravigliatevi del sold out di Ferragosto ma dell’assenza di infrastrutture moderne” foto

Dura risposta del presidente regionale a chi ha urlato al boom di turisti

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Liguria. “Il 19% in più di presenze? Chi ha diffuso questo dato è un dilettante allo sbaraglio. Se fai nella settimana di Ferragosto soltanto il 19% vuol dire che lo scorso anno la metà delle camere sul territorio erano libere”. Dura la risposta di Amerigo Pilati, presidente regionale di Feralberghi, alle associazioni che in questi giorni hanno divulgato stime sull’andamento turistico dell’estate 2017 in Liguria.

“Mi arrabbio quando dei dilettanti qualsiasi sparano dei numeri a casaccio, delle percentuali sciocche – prosegue realistico Pilati –.  I dati non sono sicuri e quelli certi possono essere resi noti soltanto a stagione conclusa. I boom di cui si è parlato si basano solo sulla sensazione. E del resto non bisogna meravigliarsi che in una regione turistica come la nostra a Ferragosto sia tutto pieno: deve essere pieno e dovrà essere sempre pieno. Diverso è dire che la prima settimana di agosto c’erano posti liberi, diverso è dire che dal 20 al 31 agosto non tutte le camere sono ancora prenotate”. Perché questa, secondo il presidente di Federalberghi Liguria, è la realtà dei fatti.

“E diciamola tutta – aggiunge – , secondo fonti attendibili il mese di luglio non è andato così bene come si sperava, c’è stato un calo. A fronte di ciò, io mi preoccupo molto. Se non siamo capaci di fare gli stessi numeri dello scorso anno, se in alta stagione ne facciamo bene, vuol dire che la Liguria è debole. È inutile che si faccia passare l’andamento come positivo. E, a mio parere, il governatore Toti ha sbagliato dando il benvenuto a tutti, compresi i pullman. Perché la Liguria è come un vetro di murano e deve essere trattata alla stessa maniera. È impensabile fare un turismo di massa con le conseguenze di sovraffollamento che si sono verificate a Laigueglia e alle Cinque Terre”.

“La nostra Liguria è fragile – sottolinea Pilati dall’alto dei suoi 20 anni di esperienza ai vertici provinciali di Federalberghi e dal mezzo secolo di lavoro all’interno del settore –, non ha infrastrutture adeguate. Non abbiamo un aeroporto valido, la tratta ferroviaria è ridicola oggi, siamo un passo dal 2020. Per non parlare dell’autostrada, la cui corsia unica provoca code chilometrica al più piccolo incidente. Ci sono dei problemi di accessibilità sui quali bisogna urgentemente intervenire. E poi, non dimentichiamoci, che i turisti che soggiornano negli alberghi devono essere trattati bene, non dobbiamo lasciarceli sfuggire perché trascurati dalla baraonda di chi viene qui e pernotta abusivamente”.

“C’è tanto da lavorare se nell’arco dell’intera stagione non siamo riusciti a fare il tutto esaurito – dice consapevole il presidente della principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Liguria –. Quest’anno le possibilità c’erano. L’Italia insieme alla Croazia e alla Spagna era tra le mete più promettenti a fronte delle problematiche che attraversano le altre località turistiche del Mediterraneo: in Grecia il terremoto, in Turchia i continui attentati, in Egitto da anni è impensabile andare, lo stesso vale per la Tunisia, il Marocco, senza dimenticare la vicina Francia,nostra eterna concorrente, dove la minaccia terroristica è molto alta. Quest’anno i Paesi che dovevano positivamente esplodere eravamo noi con, appunto, Croazia e Spagna. E se queste ultime hanno fatto, rispettivamente, un + 15% e un +12%, noi siamo solo al 5% (dati aggiornati a luglio). Loro hanno sbalordito e noi ci siamo fermati. Speriamo di recuperare sul fine stagione”.

“In ogni caso – conclude Pilati -, la domanda resta: perché quando c’è da fare gli altri hanno sempre più forza di noi? Perché a noi, soprattutto alla Liguria, questa forza manca? Lo andrò a chiedere a dei professionisti, a dei soloni, a quelli che incantano i serpenti. Magari loro sapranno dare una risposta adeguata alle mie perplessità”.

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