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Il territorio e i giochi tipici: a Bestagno la notte bianca del pallonetto, con finale a sorpresa

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E poi succede quello che non ti aspetti: a Bestagno c’è la notte bianca del pallonetto o balètta.
Lì, tra caruggio chiesa e piazza, sotto la casa del famoso Camùsciu indimenticato campione rurale. Lì si celebra lo sforzo annuale di un torneo di pallonetto “tutto in un giorno”. Altrove direbbero “all day” o h24 o come volete voi. Tutti insemme in t’in giurnu. Alla fine. È così che nasce la notte bianca, con la fattiva organizzazione di Paolo Gheza e Matteo Martini assieme alla Pro Loco di Bestagno, che tutti ringraziano. E la cosa si è vista con la cucina in piena azione per sfamare giocatori spossati e per la socializzazione. Attiva peraltro nel pomeriggio tra assaggi di pane, brussu e vino. Buona tavola e sport posso andare d’accordo. Intanto undici squadre al via, tre gironi, con partite a tempo, per stare dentro la giornata, ma la notte non ha limiti. Girono equilibrati, in fondo e le caratteristiche del campo che non vanno a premiare tutti. Soprattutto non premiano i più forti, i prevedibili colpitori. Questo perché la battuta è a due tempi, con l’abilità di chi “manda” la palla all’accosto al muro e dell’avversario che riesce a rimetterla in gioco a suo favore. E l’azione di un buon lanciatore di palle sul muro è fondamentale per il successo finale. Questa è almeno una regola, che vige tuttora a Chiusavecchia e che anche a Villa Viani veniva praticata in una porzione della lunga via Colombo. Inoltre va tenuto conto del fatto che a Bestagno i pallonetti sono più pesanti perché non decorticati. Palla “con il pelo”, come il tennis, ma senza racchetta. Quindi anche i più potenti bombardieri vedono fiaccati i loro sforzi se non vi è precisione, accortezza, velocità e gruppo di lavoro per il gioco “sotto”, molto sollecitato. Nel corso dei gironi eliminatori si è notata la generale e promettente prestazione delle squadre di estrazione pontedassina, avvezze al gioco nel corto, mentre spiccano alcune individualità. Sempre sotto osservazioni i giovani e belle prestazioni soprattutto di Jacopo Guasco. Notevole poi l’ultimo girone con le squadre di Giulio Semeria, quella di Matteo Martini e quella di Gian Bonavia, quest’ultimo sulla carta favorito se non altro in forza dei risultati della stagione. Al calor bianco le partite soprattutto a partire dai quarti di finale. Matteo Martini si impone infatti 4 a 2 sulla squadra di Sibelli, ma l’ostacolo importante è il non più una promessa, ma una certezza, il coriaceo Giulio Semeria. Ed è un 4 a 3 complesso. Sull’altro versante del tabellone si fa strada la squadra degli inopinati. Se non fosse per il carico di esperienza di Marco Simone ed il momento ispirato di Franco Calmarini, si parlerebbe, nello sport americano, di underdogs. Ma non è così. Perché c’è anche il giovanissimo Patrick Gheza, che a questo punto può essere una delle nuove leve sferistiche tra le pietre dei paesi della Liguria occidentale. E le prime vittime di turno sono Chiapello e i suoi uomini, gli esperti Roberto Aquarone e Corrado Agnese. Un 4-3 finale per gli sfavoriti che fa sensazione e che si ripete in semifinale su Dulbecco, in un altro derby pontedassino. Finale dunque ad alto tasso comunale, con Martini, Diego Arrigo e Paolo Gheza che se la giocano con Calmarini e soci. E va detto che Martini ha fatto il beau geste di rinunciare ad un Calmarini ormai assolutamente ispirato, per una stagione da incorniciare. E Calmarini onora il maestro con una prestazione di livello, che trascina Simone e il più giovane sul terreno, Patrick Gheza. È un 4-3 ed un’ottima conclusione per un torneo davvero ben partecipato, con la consueta super illuminazione notturna organizzata da una ENG di Paolo Gheza che sa il fatto suo. Premiazione nel cuore della notte, ma cena e pubblico sempre sul posto. E premi legati alla volontà di Video Service, Olio Isnardi, Oleificio Anfosso, Azienda Agricola Saguato Rosella e Alessandro Piana. Proprio quest’ultimo, bestagnino ed esponente politico regionale, torna al consueto amore del pallonetto, identitario come non mai e bisogna dire sempre maestro nell’arte della battuta “alla ciapètta”. Un momento, come detto, in cui bisogna avere notevole tecnica e tenuta nervosa, come hanno fatto notare interpreti della disciplina quali Corrado Agnese e Fabio Alassio. E dunque, altro appuntamento concluso. La stagione, però, continua.

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