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I turisti si appellano all’ex ministro Scajola: “Imperia è sporca la faccia tornare bella” fotogallery

Caffé e giornali e una chiacchierata familiare con gli amici e i turisti al "Bar Niki" nell'isola pedonale di via Cascione

Imperia. Il caffé e la lettura dei giornali, sorrisi, strette di mano e qualche parola prima di incominciare la giornata. Il dehors del “Bar Niki”, al fondo della parte centrale di via Cascione a Porto Maurizio, in un clima molto familiare, è diventato anche una sorta di Urp, l’ufficio relazioni con il pubblico, con una persona pronta a dare una risposta e a rassicurare tutti. Mattinata di giovedí ore 10, due giorni dopo Ferragosto, i turisti che vanno al mare si accorgono della presenza dell’ex ministro Claudio Scajola seduto sui divanetti esterni del locale, insieme al fratello Maurizio, e si avvicinano con garbo. “Salve ministro. Ha visto come è sporca Imperia? Può fare qualcosa? Mi rivolgo a lei perché è un volto conosciuto e so che è molto stimato qui in città”. Scajola sorride: “Fa piacere che la gente si ricordi di me anche a Torino” e racconta di un episodio accaduto non molto tempo fa quando, passeggiando sulla Spianata a Oneglia, un altro turista torinese si era rivolto a lui per una segnalazione analoga, ma questa volta all’ombra della Mole. “L’Appendino non sta facendo nulla, venga lei a risolvere un po’ di problemi”. Il “Bar Niki” di via Cascione brulica anche di amici, tutti concentrati sulle prossime mosse dell’ex ministro. L’argomento di oggi è l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera e sui rapporti con il nipote Marco.  Chissà che cosa accadrà ora che si avvicina il  momento di avviare i motori per la campagna elettorale per le amministrative di Imperia? Che Scajola sia interessato all’argomento è ormai un dato di fatto. Lo stesso “Corrierone” lo sottolinea: “La voglia di correre da sindaco nella sua città dell’ex uomo più potente della Casa della Libertà, coordinatore delle campagne elettorali del 2001 e del 2008, non è una fola estiva. Fa sul serio. «È ormai un anno che girando per la città me lo chiedono di continuo. Ho riflettuto parecchio, lo sto facendo ancora. Ritengo che in effetti potrei essere utile per tirare la mia città fuori dalle secche in cui si trova». Il dado non è ancora tratto, ma ci siamo quasi”. Certo ci sono anche i capitoli giudiziari da risolvere: i lavori a Villa Ninina, il caso Matacena. Ma l’ex ministro ostenta fiducia nei suoi avvocati e tranquillità per i processi che devono essere definiti. Caffè e strette di mano, sorrisi e risposte ai turisti che lo vorrebbero vedere al governo per dare una bella sistemata a Imperia. “Di persone come Claudio Scajola – dice Antonio Gagliano, titolare del Bar Niki con un passato da assessore comunale – ce ne sarebbe davvero bisogno. Qui è diventato un po’ il quartier generale, la stanza dei bottoni. E da qui si studiano le strategie”, sorride Gagliano servendo focaccia calda appena sfornata e caffè per una colazione tipicamente ligure da servire anche ai turisti piemontesi di passaggio prima di andare al mare.

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