Porto di Imperia, il sindaco Capacci: “Costruttori arrivati con pochi soldi e ripartiti con un bel gruzzolo”

Lunedì scorso sono state pubblicate le motivazioni sulla sentenza pronunciata dai giudici d'Appello

Imperia. “Sono arrivati con pochi soldi, se ne sono andati con tanti soldi e il Comune non ha mai firmato alcuna sospensione dei lavori, ma si vedeva dalla finestra del Municipio che la situazione non era normale”. Nessun giudizio sull’operato dei giudici, ma un punto di vista chiaro e netto del sindaco Carlo Capacci che ha parlato sul caso del porto di Imperia al tg delle 14 di Imperia Tv.

Nessun riferimento alle 118 pagine della sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Torino che hanno assolto tutti gli imputati e tra questi anche Francesco Bellavista Caltagirone. “Prima di pronunciarmi – ha aggiunto il sindaco – attendo anche altre sentenze importanti come quella sulla concessione demaniale”.

Il Consiglio di Stato, infatti, si deve esprime in merito al ricorso contro la decadenza emessa dal Comune a carico della Porto di Imperia Spa. I giudici romani dovranno decidere se accogliere o meno il ricorso dei legali della Spa, che, in questo caso, tornerebbe in possesso della concessione dello scalo marittimo.

Giuseppe Fossati, capogruppo di Imperia Riparte, invece, guarda al mancato sviluppo per il capoluogo e spiega: “Al di là delle motivazioni della sentenza, ciò che è importante è che l’impianto accusatorio sia risultato infondato così come formulato dalla Procura della Repubblica di Imperia. E questo dopo una serie di indagini che hanno paralizzato un’opera fondamentale, dando un danno enorme alla città».
E conclude: «Da amministratore che ha vissuto alcune delicate fasi di questa vicenda, mi conforta che non siano stati riscontrati profili di illegittimità penale, anche se, personalmente, non ho mai avuto dubbi in merito”.

Antonello Ranise, per Forza Italia, sottolinea: “L’impianto accusatorio si è totalmente sgonfiato. Non entro nel merito del lavoro della Procura di Imperia, ma, prima di giungere a facili conclusioni sarebbe stato meglio aspettare il giudizio finale. Invece si è creato un clima di caccia alle streghe che ha bloccato i lavori del porto e causato pesanti ricadute. È importante poi che sia stato sancito che la Porto Spa, come noi abbiamo sempre sostenuto, non sia ente pubblico. Continuiamo a credere in questo porto e riteniamo sia necessario finirlo. Cosa che questa Amministrazione non è stata in grado di fare. Non dimentichiamo che ci sono state inadempienze nei lavori e che indubbiamente si sono evidenziati problemi ed errori di cui dobbiamo fare tesoro per il futuro”.