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Giro di vite della polstrada sull’A10, a caccia dei furbetti che non pagano i pedaggi foto

I veicoli che vengono scoperti durante i viaggi "clandestini" vengono inseriti in una “black list”

Imperia. “Controllo elusione pedaggio”, è il messaggio che si leggeva questa mattina transitando sotto i pannelli che si trovano lungo l’Autostrada dei Fiori. Estate di grande esodo, ma anche di controlli lungo l’A10 in questo caso non solo per chi preme troppo sull’acceleratore per raggiungere le località dove trascorrere le vacanze, ma per scoprire i furbetti dei pedaggi. E sarebbero numerosi ogni estate.

A questo proposito la polizia stradale, coordinata dal vice questore Gianfranco Crocco, ha organizzato appositi servizi per la repressione delle frodi autostradali. Tante le auto fermate tra Savona e Ventimiglia perché i “viaggi clandestini” sarebbero aumentati in modo esponenziale. Quattroruote spiega che vi sono quelli che si accodano ai veicoli sulle corsie riservate Telepass approfittando della sbarra alzata; c’è poi chi al momento di pagare sciorina le più svariate scuse per non farlo ottenendo in questo modo il ticket tramite cui pagare in un secondo momento via internet o al PuntoBlu. Cosa che nel 75% dei casi il pagamento non viene più registrato e va quindi riscosso tramite apposita procedura. Quando le autostrade non ricevono i pagamenti dovuti entra in scena la fotografia della targa per risalire al proprietario con i dati affidati a una società per il recupero crediti.

Non è però così facile recuperare gli importi perché in alcuni stati la legge a tutela della privacy non permette di intervenire facilmente: è il caso di Romania, Turchia, Bulgaria e San Marino. Alla faccia della legalità. I veicoli che vengono scoperti a viaggiare in elusione totale o parziale dei pedaggi autostradali vengono inseriti in una “black list” che permette alle pattuglie della polstrada in servizio di riconoscere ai caselli tutti i veicoli segnalati.

Tanti i modi per non pagare il pedaggio. In autostrada ad esempio viaggiano alcuni tir che montano speciali apparecchiature chiamate in gergo “pinne idropneumatiche” di plastica o di metallo. In questo modo è possibile ingannare il Telepass. Le “pinne” vengono montate dietro gli pneumatici dei camion, tra un asse e l’altro. Il trucchetto è in grado di ingannare i sensorie, agli occhi del computer, trasformare un tir a 5 assi in un furgone decisamente più corto e quindi addebitare pedaggi minori.

Ma c’è anche un’altra truffa più nota tra camionisti soprattutto stranieri: uno parte da Milano e uno da Ventimiglia. Durante il viaggio, presso l’area di servizio, i due autisti si scambiano i biglietti (sempre che non abbiano il Telepass) e poi escono il primo come se fosse entrato da un ingresso del milanese ed il secondo idem per le uscite di Ventimiglia. Solo che oggi il sistema controlla, e qualcuno non lo sa, che viene controllato anche il tempo di percorrenza tra ingresso ed uscita e cosi vengono “beccati” lo stesso.

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