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Ko per il caldo

Giorni roventi e fiumi a secco, cresce la preoccupazione tra gli olivicoltori

Per la Coldiretti "è necessario avviare una gestione dell’emergenza evitando un enorme spreco di risorse"

uliveti

Imperia. Picchi di 38/40 gradi (delle temperature percepite). Sono giorni con livelli di emergenza massimi per il caldo con possibili effetti negativi sulla salute soprattutto per anziani  e bambini. E’ in sofferenza anche il settore agricolo. “Non piove da mesi – dice preoccupato Antonio Fasolo, presidente di Coldiretti – è gli uliveti della nostra provincia sono fortemente a rischio”.

“Lo sfasamento stagionale, con autunno caldo e primavera anticipata, con più giorni consecutivi a temperature estive elevate, con la modifica della distribuzione delle piogge e l’aumento dell’intensità delle precipitazioni con una forte perdita per scorrimento – dicono alla Coldiretti  – sono gli effetti dei cambiamenti climatici prevedibili che richiedono interventi strutturali. Ci si deve organizzare per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi”. Per gli agricoltori “occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana”.

Necessario dunque avviare una gestione dell’emergenza evitando un enorme spreco di risorse e dedicarsi ad una cultura della prevenzione e della programmazione. Come? Potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana.

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